Alessandro Bastoni
Alessandro Bastoni

Bologna, 17 marzo 2020 – Venti anni, e un futuro tutto da scrivere. Alessandro Bastoni si è preso la ribalta nerazzurra, provando - e a volte riuscendoci - a mettere in panchina un mostro sacro della difesa come Diego Godin. Antonio Conte punta molto su di lui, sarà colonna portante dell’Inter del futuro. Lui, Alessandro, che viene da una famiglia interista.

PARLA IL FRATELLO – Famiglia di calciatori quella dei Bastoni, il papà Nicola, interista, è stato vicino alla B con la Cremonese, il primogenito Luca è stato tesserato con le giovanili del Mantova, mentre Alessandro è quello che è arrivato fino al massimo traguardo della Serie A. Ne parla il fratello Luca a Fcinter1908.it: “Si è appassionato al calcio tramite me – ha ammesso – Io giocavo già da qualche anno e ha sempre seguito me e i miei amici. Il fatto di essere cresciuto in mezzo a ragazzi più grandi credo lo abbia aiutato”.

LO SCOPRE L’ATALANTA – Il suo percorso, come spesso accade ai giovani più talentuosi, sboccia nell’Atalanta, club da sempre bravo a scoprire i talenti in erba. Il racconto del fratello: “E’ stata anche la fortuna ad aiutarlo, il padre di una ragazza che aveva in classe fa l’osservatore per l’Atalanta. Si è fiondato subito su di lui. Lì è partito il percorso e per lui ritrovarsi catapultato all’Atalanta è stato un passo importante e la nostra famiglia lo ha supportato in tutto”. Anche sacrifici per portare avanti il sogno di una vita: “Da casa a Zingonia sono 100 chilometri, lo affrontava andata e ritorno circa tre volte a settimana. La famiglia si è riorganizzata e nostro padre è riuscito ad accompagnarlo fino a che l’Atalanta non ha organizzato il servizio di pulmino”.

LA SERIE A – Un talento del genere non ci mette tanto ad arrivare in massima serie, e così è stato. La sua vera maturazione è arrivata a Parma: “E’ stato il banco di prova per lui, a Bergamo era conosciuto e tutelato, in Emilia doveva imporsi. Credo sia stata una annata impressionante in cui si è ritrovato a marcare giocatori che utilizzava alla Play”. Poi l’Inter: “E’ un sogno al quale facciamo fatica a credere, l’estate con Conte è stata di duro lavoro fino a che contro la Sampdoria non è arrivata la prima da titolare. Mi scrisse alla vigilia che avrebbe giocato e allora mio padre e gli amici organizzarono in pochissimo tempo al trasferta per andarlo a vedere”.