Lorenzo Insigne (Ansa)
Lorenzo Insigne (Ansa)

Napoli, 14 aprile 2020 - La giornata di Pasqua è stata foriera della notizia di un divorzio a sorpresa: Mino Raiola non è più il procuratore di Lorenzo Insigne. Dopo lo stupore sono arrivate le conferme e soprattutto l'analisi delle possibili cause di una separazione che rende più tranquilli i tifosi del Napoli.

LE 3 CAUSE - Il motivo è presto detto: l'agente italo-olandese è noto per spostare i propri assistiti dietro pagamento di cifre record, scenario che negli ultimi due anni aleggiava come uno spettro anche sul capitano azzurro. Il momento critico in tal senso è stato la scorsa estate quando, complice lo scarso feeling (per usare un eufemismo) con Carlo Ancelotti, il numero 24 aveva chiesto esplicitamente di cambiare casacca. La storia avrebbe poi emesso un altro verdetto: a lasciare il capoluogo campano è stato l'allenatore emiliano, mentre la posizione del Magnifico si è rafforzata con l'avvento di Gennaro Gattuso. Resta però l'insoddisfazione del ragazzo nei confronti di Raiola che, a quanto pare, non avrebbe assolto al compito per il quale era stato ingaggiato. Il discorso si può però capovolgere a partire dal 5 novembre in poi, data del famoso ammutinamento della rosa contro Aurelio De Laurentiis: questa mossa non è piaciuta all'agente italo-olandese, che in quell'occasione avrebbe preferito un Insigne più capitano e quindi più influente verso il resto della squadra e non il viceversa che poi è avvenuto. Infine c'è una ragione extra rapporto: il numero 24 è uscito con le ossa rotte dalla causa contro l'agenzia dei suoi vecchi procuratori, la Doa, ai quali dovrà versare diverse decine di migliaia di euro.

I PRECEDENTI - E ora che succede? Insigne dovrà innanzitutto trovarsi un nuovo agente per poi cercare di legarsi a vita al Napoli, con cui l'attuale contratto scadrà nel 2022. Resta l'evidenza del rapporto raramente fruttuoso tra il club partenopeo e Raiola, che già in passato aveva provato a plasmare affari a cifre stratosferiche grazie a giocatori azzurri. Dalla meteora Omar El Kaddouri al fedelissimo Marek Hamsik, a più riprese avvicinato al Milan senza mai concludere la trattativa: le cessioni record annusate ma mai andate in porto sono tante. Poi c'è il capitolo Hirving Lozano, acquisto più costoso della storia del Napoli, propiziato proprio dall'intermediazione dell'italo-olandese, che ha portato all'ombra del Vesuvio pure Kostas Manolas: dopo un inizio catastrofico, l'ambientamento del greco è cresciuto strada facendo. Almeno il suo.