Lorenzo Insigne (Ansa)
Lorenzo Insigne (Ansa)

Napoli, 16 luglio 2021 - Un Lorenzo Insigne più di tutta Italia ma meno del Napoli: è questa l'eredità che Euro 2020 lascia al folletto di Frattamaggiore e al club partenopeo.

Preoccupanti voci di corridoio

 

In realtà in queste ore le preoccupazioni e le ansie sono quasi tutte appannaggio della società di Aurelio De Laurentiis e non solo perché il numero 10 della Nazionale si sta ancora godendo la meritata gloria dopo l'exploit di Wembley. Mai come in questo momento la parte forte di un rapporto sempre più teso e precario è proprio Insigne, nel quale, dopo aver assaporato le luci della ribalta internazionale, sembra essere scattato un qualcosa che potrebbe non combaciare con la sua lunghissima militanza al Napoli. In realtà, nonostante la rinnovata stima della platea continentale verso un giocatore spesso tacciato di scomparire negli appuntamenti più importanti, attualmente è proprio Insigne quello apparentemente più preoccupato per un prolungamento del contratto che fatica ad arrivare. Preoccupazioni che secondo qualche beninformato si stanno trasformando sempre di più in una sorta di stato di rassegnazione che rischia di accompagnare il folletto di Frattamaggiore addirittura fino a giugno 2022, quando il suo legame con il Napoli terminerà formalmente. Sempre ovviamente ammesso che nel frattempo non sopraggiunga un rinnovo al momento poco pronosticabile a causa di una forbice, quella delle richieste, che si allarga sempre di più.

La telefonata di Spalletti

 

La brillante avventura a Euro 2020 di Insigne mal si sposa con i piani di riduzione del monte ingaggi di De Laurentiis, che reputa eccessivo anche l'attuale stipendio del suo capitano (4,6 milioni a stagione): figurarsi il presunto aumento auspicato dal fantasista soprattutto ora che il suo talento ha trovato il meritato riconoscimento internazionale. I segnali arrivati finora dal patron non sono stati rincuoranti in tal senso, al punto che Insigne avrebbe già confidato in giro di approssimarsi a vivere la sua ultima stagione in azzurro: sempre ammesso che molto prima, cioè subito, non arrivi una clamorosa cessione proprio per evitare l'addio a zero tra un anno. Chi sta provando a rompere questo muro di ghiaccio eretto tra le parti è Luciano Spalletti, che con una telefonata ha teso una mano virtuale al capitano per fargli sentire la propria stima, oltre ovviamente a elargire i meritati complimenti per il titolo vinto a Wembley: una mossa utile ma non sufficiente a porre fine al tormentone dell'estate 2021 che rischia di avere il suo bel codazzo nel 2022.Leggi anche - Napoli, l'analisi del cammino in campionato