Lorenzo Insigne (Ansa)
Lorenzo Insigne (Ansa)

Napoli, 4 giugno 2020 - Festeggiare il proprio compleanno facendosi un bel regalo: Lorenzo Insigne spegne le sue prime 29 candeline avvicinandosi a grandi falcate al rinnovo a vita al Napoli.

Si tratta di uno scenario assolutamente non ipotizzabile fino a qualche mese fa, quando era in corso l'ennesimo momento di crisi tra il Magnifico e Aurelio De Laurentiis. Oltre ai caratteri spigolosi dei due personaggi in questione, la colpa - se così si può dire - era anche delle idee tattiche di Carlo Ancelotti che apparentemente mal si sposavano con le qualità del capitano, invece letteralmente rinato dopo l'arrivo in panchina di Gennaro Gattuso. Archiviato il 4-4-2 e i malumori che portava con sé, con il ritorno del 4-3-3 a Castel Volturno hanno rifatto capolino anche le giocate migliori di Insigne, che ha trovato nel nuovo allenatore pure lo stimolo perfetto per rinascere mentalmente e per sentirsi finalmente il leader di quella maglia azzurra inseguita e sognata fin da bambino.

Giocare nella propria città, specialmente se si tratta di Napoli, tuttavia non è sempre facile: chiedere appunto al numero 24, che appena pochi mesi fa è stato protagonista di una durissima contestazione al San Paolo che aveva fatto presagire l'automatica cessione in estate. Adesso che la stagione calda è quasi arrivata invece la situazione si è capovolta: Insigne non solo resterà all'ombra del Vesuvio ma ha anche intenzione di farlo per tutta la vita.

Dalle parole ai fatti: il recente allontanamento da Mino Raiola, noto per la sua grande abilità nel costruire cessioni milionarie piuttosto che romantiche permanenze, è l'emblema della concretezza del desiderio del fantasista, adesso assistito dall'amico Vincenzo Pisacane. Quest'ultimo ha già avuto una prima conversazione con Cristiano Giuntoli: si è parlato di un possibile prolungamento fino al 2024 del contratto attualmente in scadenza tra due anni e anche dell'ipotesi, al momento ancora lontana, di un futuro dietro la scrivania. Non si può dire che Insigne, con quell'aria da eterno scugnizzo, abbia il cosiddetto physique du role, ma quanti luoghi comuni ha già infranto un giocatore alto poco più di 160 centimetri? Il pensiero corre alle tante porte in faccia ricevute a inizio carriera proprio a causa di una stazza non da corazziere: su tutte quella di casa Inter, guarda caso l'avversaria frapposta tra il Napoli e una finale di Coppa Italia da raggiungere per provare a celebrare al meglio un matrimonio destinato a durare ancora a lungo.