Mauro Icardi (Ansa)
Mauro Icardi (Ansa)

Milano, 17 ottobre 2016 - Icardi ha infuocato una domenica disgraziata dell'Inter, in campo e fuori. Ecco le frasi incriminate, che si trovano nell'autobiografia di Mauro Icardi intitolata “Sempre avanti. La mia storia segreta”, edita da Sperling & Kupfer uscita lo scorso 11 ottobre. Quelle che hanno provocato l'assedio a casa della punta. L'Inter ha comunicato che la  fascia di capitano resterà suaPer il giocatore solo una pesante multa, Icardi toglierà dalla sua biografia le parti nel mirino della Curva Nord.

Icardi, le accuse dei tifosi e la replica di Maurito 

Il fatto scatenante. “Ho trovato il coraggio di affrontare la Curva a fine gara, insieme a Guarin.  Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”.

Le conseguenze: "I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: “Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce […] “Una settimana dopo, un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. Io risposi così “Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao”

Icardi sulle prime aveva provato a buttare acqua sul fuoco, spiegando la sua scelta. "Cara Curva Nord, sono sorpreso e dispiaciuto. Sorpreso perché relativamente all'episodio di Reggio Emilia ho semplicemente riferito di come, complice l'adrenalina post-partita ed il cattivo momento che stava attraversando la squadra, 'a caldo' ho perso la testa. Volevo semplicemente rendere l'atmosfera di quell'episodio. Tanto è vero che nel libro ho aggiunto che avevo sputato fuori frasi esagerate (ed il verbo sputare già rende l'idea di quanto inopportuna fosse stata la mia reazione)".

E ancora. "Riguardo al discorso degli assassini dall'Argentina, siccome da più parti mi continuavano a ripetere che mi sarei ritrovato degli esagitati sotto casa (nota bene: non la Curva Nord, degli esagitati) ho pronunciato quella frase: ma nella biografia ho anche detto 'avevo usato parole minacciose contro la tifoseria e non avrei dovuto farlo'. Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per questo polverone che si è creato - scrive ancora l'argentino - Ho semplicemente raccontato un episodio seguendo i miei ricordi. Oltretutto se uno avesse un minimo di sale in zucca non rischierebbe di offendere la propria curva, strategicamente se fossi stato in mala fede avrei usato parole accattivanti nei vostri confronti. Non l'ho fatto perché nessuno voleva offendere o mancare di rispetto a nessuno".

Finale con richiesta. "La fascia da capitano rappresenta la realizzazione dei miei sogni di bambino, la gioia che ho donato prima di tutto alla mia famiglia e poi a me stesso. Siete Voi che io cerco ogni domenica appena faccio gol - scrive Icardi - è il Vostro abbraccio che io cerco per primo. Perché io amo l'Inter. Fra pochissimo scendero' in campo quindi non posso più dilungarmi". "Spero che avrete compreso quanto importanti siete per me e quanta stima e quanto Amore nutra per Voi anche se deciderete di fischiarmi. Vi chiedo solo una cosa da Capitano: state vicini all'Inter come avete sempre fatto, io e i miei compagni abbiamo bisogno di Voi. Con affetto Mauro"