Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic

Milano, 18 marzo 2021 - "Sono stato convocato in nazionale perché lo merito, non perché mi chiamo Zlatan Ibrahimovic". Ibra si gode la chiamata del commissario tecnico svedese Janne Andersson per le gare di qualificazione mondiale contro Georgia e Kosovo e per l'amichevole con l'Estonia, e nel frattempo rivendica i propri meriti per questo traguardo. Se l'attaccante del Milan tornerà a vestire la maglia gialloblù a distanza di quasi cinque anni dall'ultima volta (il 22 giugno 2016, in occasione della sconfitta per 1-0 contro il Belgio a Euro 2016), non è per il suo passato, ma per quello che ha saputo dimostrare da quando è rientrato in Italia. 

L'età non conta

"Non conta ciò che ho fatto prima, ma quello che posso dare adesso - le parole rilasciate dal centravanti rossonero al canale YouTube della federcalcio svedese - E' vero, non posso essere il giocatore che ero cinque, 10, 15 o 20 anni fa. Ma non c'è da preoccuparsi, perché ora ho un fisico completamente diverso e gioco in maniera differente, ma mantengo un livello di prestazioni comunque molto alto". A testimoniarlo ci sono i numeri di questa stagione (16 gol in 21 apparizioni) e la sua importanza per il Milan.

Tutto chiarito con il ct

Il rendimento di Ibrahimovic non è passato inosservato agli occhi del ct Andersson, che non ha potuto far altro che richiamarlo, nonostante le divergenze degli anni scorsi. "L'incontro è stato molto positivo, all'insegna del rispetto reciproco. Abbiamo esaminato tutto e tracciato una linea sul passato. Janne è un tipo chiaro e diretto, in lui riconosco un vincente ed è la stessa qualità che sento in me stesso. Rappresentare il proprio Paese è la gioia più grande, quindi con orgoglio e onore indosserò la maglia della nazionale". 

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