Zlatan Ibrahimovic (Ansa)
Zlatan Ibrahimovic (Ansa)

Milano, 12 dicembre 2020 – Ancora fermo ai box per un problema muscolare almeno fino al turno infrasettimanale contro il Genoa, Zlatan Ibrahimovic ha concesso una lunga intervista alla BBC nella quale ha elogiato l’ottimo cammino che sta compiendo il Milan, non ponendo di fatto limiti alle potenzialità gruppo ma cercando comunque di far tenere a tutti i compagni i piedi per terra: “Abbiamo uno stato di forma incredibile ma non abbiamo ancora vinto nulla e questa è la cosa che più dobbiamo tenere a mente”. Riportare il Milan al top era la sua missione al ritorno in rossonero lo scorso gennaio: “Quando arrivai al Milan la prima volta, si lottava per lo Scudetto e sono tornato per riportarlo dove merita di stare: al top. Questa sfida è differente rispetto alla precedente, ma mi piace perché quando gli altri dicono che qualcosa è impossibile io entro in gioco. Cose come questa mi fanno sentire. Se riesco ad avere successo ricevo un feedback fantastico e vivo una sensazione pazzesca perché per me vale anche di più di arrivare in un team già al top”.

La voglia di giocare, gli infortuni e Daniel Maldini

Di ritiro, insomma, nonostante i 39 anni da poco compiuti, non vuole neanche sentir parlare: “Continuerò a giocare finché riuscirò ancora a fare ciò che sto facendo ora. Devo solo cercare di mantenere una buona condizione fisica perché il resto vien da sé”. Tra i momenti più difficili della sua carriera c’è l’infortunio al ginocchio subito nel 2017: “Dissi che avrei continuato a giocare finché avrei potuto, ma a questi livelli per molti la cosa più importante è il rendimento. Se raccogli risultati sei al top, ma se cali c’è subito chi è pronto a prendere il tuo posto. Adoro questo tipo di pressione perché io voglio stare qui per quello che sono in grado di fare ora non per ciò che ho fatto in passato. Ciò che ho fatto prima non importa. Ogni giorno devo e voglio dimostrare chi sono. Per questo cerco sempre di dare il meglio di me”. Quest’anno invece ha dovuto fare i conti con il coronavirus che definisce “una sfida più sul piano mentale che fisico”. Infine una battuta su Daniel Maldini: “Ho giocato contro Paolo e ora sono in squadra con il figlio Daniel. Se riuscissi a giocare anche con il figlio di Daniel sarebbe quasi un miracolo”.

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