Ibra festeggiato dopo il gol (Ansa)
Ibra festeggiato dopo il gol (Ansa)

Milano, 11 gennaio 2020 - Ibra is back! Non lo dice solo l'hashtag lanciato dai profili social del Milan, ma anche il campo: lo svedese torna a segnare con la maglia rossonera a distanza di sette anni e otto mesi dall'ultima volta (la doppietta rifilata il 6 maggio 2012 all'Inter, ndr). Uno splendido sinistro per archiviare la pratica Cagliari. E le reti sarebbero potute essere addirittura due, se l'attaccante non si fosse trovato in posizione di fuorigioco per pochi centimetri. Ma per ora va benissimo così.

"Per una punta è importante segnare. Mi sento bene, poi i gol arrivano. Ho sbagliato qualche pallone all'inizio, mi serve giocare per entrare in forma - ha detto l'ex Los Angeles Galaxy nel post gara - L'esultanza? L'avevo promessa a San Siro. Faccio questo gesto perché così mi sento vivo". Dopo l'esordio in sordina con la Samp, Ibrahimovic è parso in crescita e la sua presenza nell'area avversaria ha pesato eccome. "Il mister vuole stare attento riguardo al mio utilizzo. Mi sa che pensa alla mia età, ma non ci sono problemi. Il cervello è sempre uguale, poi il fisico lo deve seguire". 

Stefano Pioli conferma la tesi del proprio centravanti. "Ero preoccupato perché non sapevo che minutaggio potesse avere Zlatan e nel secondo tempo infatti gli chiedevo ogni 5 minuti come stava - il racconto del tecnico rossonero - All'inizio credo fosse un po' teso perché tornare a giocare con questi livelli non è facile. Con il passare del tempo a sua condizione è migliorata, chiaramente non può essere al 100% ma ha dimostrato di essere tanta roba".