Commisso racconta la pandemia e i suoi progetti per la Fiorentina
Commisso racconta la pandemia e i suoi progetti per la Fiorentina

Firenze, 6 giugno 2020 - La Fiorentina è stata una delle squadre più colpite dal virus in questa pandemia, tanto che diversi nomi dei contagiati non sono stati rivelati. Ad esempio quello dell'allenatore Beppe Iachini, la cui positività è stata dichiarata dalle dichiarazioni del presidente Commisso. "Anche lui ha avuto il coronavirus, non lo sapevo e ha tutto il mio supporto è un grande lavoratore, ma ora niente scherzi di classifica. Dobbiamo restare in A" dichiara il patron viola, prima di anticipare le sue intenzioni di trattenere il suo allenatore. "Dobbiamo aspettare di vedere cosa accadrà nelle ultime partite per decidere se confermarlo o meno. Pradè invece era giusto riconfermalo, se lo è meritato".

MERCATO - Sul fronte mercato ci si aspettano nomi importanti da una proprietà che un anno fa metteva a segno un colpo incredibile come Ribery. "Non prometto niente. E non dimentichiamoci che anche a gennaio sono stati fatti grandi investimenti. Chiesa andrà via solo se lo vuole, ma il prezzo deve essere giusto. Castrovilli è innamorato di Firenze e ha un contratto lunghissimo".

STADIO - Infine il capitolo stadio, con l'intenzione di chiudere presto l'affare una volta chiusa definitivamente la porta alla zona Mercafir. "A Firenze se ne parla da 50 anni, ma in città non ci sono opzioni realizzabili. Sono molto deluso, ma le uniche leggi che non si possono cambiare sono quelle di Dio". 

Per questo si è tutelato opzionando i terreni di Campi Bisenzio. "Abbiamo opzionato 36,5 ettari, il che ci permette di avere uno spazio corretto. Ma questa resta la quarta ipotesi. Per restare a Campo di Marte e rifare il Franchi la condizione è che io non debba avere niente a che fare con la Sopraintendenza. Una seconda possibilità sarebbe farlo nuovo sempre a Campo di Marte, ma in questo caso non è scontato che sia di proprietà della Fiorentina al 100%. Sennò si potrebbero valutare altre opzioni interne alla città di Firenze" conclude Commisso.