Douglas Costa in azione
Douglas Costa in azione

Torino, 29 marzo 2020 - Per l'ennesima volta, la Juventus ha scelto di recitare il ruolo da apripista per le altre società italiane, trovando per prima l'accordo con i propri giocatori e Maurizio Sarri relativamente a un taglio sui loro stipendi. Il risparmio provocherà un effetto positivo sull'esercizio 2019/20 pari a 90 milioni, come reso noto nella serata di ieri. Una gran notizia, vista l'emergenza economica, per il club di Andrea Agnelli, che ha chiesto ai propri tesserati un gesto di responsabilità. L'appello non è cascato nel vuoto, ma ha trovato piena adesione da parte di tutti. 

"La questione dello stipendio è complicata perché quando chiedi i soldi a un giocatore, questo si lamenta. Qui abbiamo discusso di tutto l'uno con l'altro e sapevamo che in qualsiasi momento la situazione poteva peggiorare e che avrebbe influito anche sui nostri guadagni - il racconto di Douglas Costa, intervistato da Esporte Intrativo - Ne siamo consapevoli, è una cosa che riguarda tutte le squadre e il nostro club non è da biasimare, non è responsabile del virus. Nessuno aveva una palla di vetro per sapere che sarebbe successo e che tutti gli sport si sarebbero dovuti fermare, non solo il calcio". 

Il brasiliano si trova ormai da una settimana in patria, dove è voluto tornare per stare accanto alla figlia di nemmeno due anni. Tutto questo in attesa di capire quando rientrare in Italia. "Non so quando ci verrà detto di farlo. Al momento non stiamo lavorando, ma ci stiamo allenando - spiega l'ex Bayern Monaco -  Saremmo dovuti essere a Torino il 3 aprile, ma ho parlato con il capitano (Giorgio Chiellini) e ha detto che saremo di ritorno il 15 o il 20, se tutto va bene. E' tutto molto confuso. Per il momento resto a casa con la mia famiglia. Terminare la stagione? Non so sarà possibile. Potrebbe essere assegnato lo Scudetto alla prima in classifica oppure che si riuscirà a portare in fondo il campionato".