Gigi Simoni
Gigi Simoni

Milano, 22 maggio 2020 - "E' stato un grande protagonista della storia dell'Inter: ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato". Queste le parole rilasciate all'Ansa da parte di Massimo Moratti per omaggiare la memoria di Gigi Simoni, scomparso nella giornata odierna all'età di 81 anni. "Era un tecnico gentiluomo verso il quale provavo grande stima e affetto - dice l'ex presidente nerazzurro - La telefonata con la quale poco fa la moglie mi ha avvisato della morte mi ha provocato un dolore immenso". Dolore immenso che è quello di tutto il mondo interista. 

IL RICORDO DI BERGOMI 

"Simoni era un grande uomo, è stato importantissimo per me perché mi ha dato l'opportunità di giocare il quarto Mondiale - racconta Beppe Bergomi ai microfoni di Sky Sport - Nel '98 facemmo una stagione straordinaria. Appena saputo la notizia ho chiamato i miei compagni, da Ze Elias a Zamorano che vivono dall'altra parte del mondo. Eravamo un gruppo vero, che è rimasto nella mente dei tifosi dell'Inter: a quella squadra vogliono tutti bene. Avevamo dei limiti, anche difensivi, ma eravamo compatti e poi avevamo Ronaldo, Zamorano, Djorkaeff, Moriero... Forse avremmo meritato qualcosa in più, soprattutto Simoni, che venne esonerato dopo una vittoria. Si era guadagnato il diritto di giocare quel quarto di finale contro lo United, e noi avremmo fatto una figura diversa perché eravamo legati a Simoni. Senza nulla togliere al tecnico che lo sostituì. Il rapporto fra lui e Ronaldo? Durante il primo allenamento ci disse «siete tutti uguali, tranne, uno». E quell'uno era Ronaldo. Poteva allenarsi all'80 per cento ed era sufficiente perché sapevamo che aveva tante cose extracampo a cui pensare. Così gli lasciavamo libertà e Simoni è stato super nella gestione". 

IL SALUTO DELL'INTER

Anche l'Inter ovviamente non ha perso tempo, ricordando Simoni con un lungo messaggio sul proprio sito. "Ci ha lasciati oggi, 22 maggio. Una data non casuale, la data più interista di tutte. Di Gigi Simoni ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione. Sulla panchina nerazzurra arrivò nel 1997, assieme al Fenomeno, Ronaldo. Un binomio, quello Simoni-Ronaldo, che resterà per sempre nel cuore di tutti, non solo degli interisti. Un rapporto paterno, la benevolenza nei confronti di un calciatore speciale. «Ho imparato più io da lui che lui da me, in quella stagione», amava raccontare Simoni. Una frase che spiega tanto, della persona che è stata. Ha incarnato l'interismo più genuino. Il 6 maggio 1998 disegnò il suo capolavoro da allenatore. Imbrigliò una grande Lazio e non le diede scampo. Al Parco dei Principi Zamorano, Zanetti e Ronaldo regalarono all'Inter la terza Coppa Uefa in una notte dolcissima e magica. Il mondo del calcio perde un bravo allenatore e una persona meravigliosa. Nella sua carriera da calciatore vinse una Coppa Italia con il Napoli e la Serie B con il Genoa. In panchina alzò, oltre alla Coppa Uefa con l’Inter, la Coppa Anglo-Italiana con la Cremonese e conquistò cinque campionati di Serie B (tre con il Genoa, due con il Pisa). Nel 1998 ricevette la Panchina d’Oro come miglior allenatore italiano. Un riconoscimento doveroso. Noi lo ricordiamo così, coi suoi capelli bianchi, sulla nostra panchina, mentre con un sorriso si godeva le magie di Ronaldo, circondato dall’orgoglio e dall’affetto dei tifosi dell’Inter. Ciao Gigi, ci mancherai".