Gerson durante la sua esperienza alla Roma
Gerson durante la sua esperienza alla Roma

Roma, 11 maggio 2020 - Due stagioni non sono bastate per far scattare il feeling tra la Roma e Gerson, ma un anno dopo il suo addio all'Italia il padre del centrocampista brasiliano ha lanciato accuse verso il club giallorosso: in un'intervista rilasciata a Yahoo!, Marcao Gerson racconta quella che è stata la sua esperienza difficile accanto al figlio, mai pienamente a suo agio nell'avventura vissuta nella capitale.

"Non ha funzionato. Ricordo che Gerson ha segnato due gol contro la Fiorentina e dopo non ha più giocato. C’è stata una volta in cui è stato messo esterno, senza mai aver provato, per marcare Higuain. Ma comunque… grazie a Dio siamo riusciti ad andarcene". Ma secondo il padre di Gerson, i problemi esistevano anche al di fuori dal campo: "Mi volevano far firmare con un uomo d’affari. A Roma mettono la gente in cattiva luce. A noi ci hanno messo così tanto in cattiva luce che non siamo riusciti a prendere una casa. Siamo dovuti rimanere in un hotel per 3 mesi. Per tutte le case che abbiamo cercato di affittare, dovevo parlare con questo uomo d’affari, di cui non voglio nemmeno dire il nome. Abbiamo risolto solo quando Gerson ha parlato con Totti. E ci siamo trasferiti nell’appartamento di Totti".

E continua svelando anche i motivi del mancato trasferimento del centrocampista al Barcellona: "Avevamo sistemato tutto, firmato…ma il Barcellona voleva pagare solo 8 milioni di euro al Fluminense, che aveva bisogno di soldi. Quindi, abbiamo scelto di chiudere con la Roma, che ha offerto 16 milioni di euro". Alla fine Gerson è passato al Flamengo, dove pian piano sta trovando la sua continuità: "Ci hanno provato anche Palmeiras, Corinthians, Grêmio e Atlético-MG. Volevano Gerson in prestito e la Roma accettava solo la cessione, e chiedeva 15 milioni di euro. L’Atletico venne persino in Italia, ma non hanno voluto incontrarlo".