Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 29 novembre 2020 - Un poker nel nome di Diego Armando Maradona: è con 4 reti rifilate alla Roma che il Napoli onora l'idolo di casa, scomparso pochi giorni fa. I protagonisti della goleada sono Insigne, Fabian Ruiz, Mertens e Politano: tutti uniti nell'omaggio collettivo al fuoriclasse argentino.

Le parole di Insigne

Senza far torto agli altri marcatori, tutti i riflettori erano puntati su capitan Insigne, il talento più cristallino ammirato al San Paolo dopo Maradona. Il numero 24 si è concesso ai microfoni del dopopartita, commentando innanzitutto l'impatto emotivo lasciato da una gara molto diversa dalle altre. "La morte dell'idolo di un'intera città è stata una spinta in più: ci tenevamo a fare bene e abbiamo dato qualcosa più del solito". Al di là delle motivazioni extra, il Napoli era chiamato a rispondere alle critiche avanzate da Gennaro Gattuso una settimana fa dopo la sconfitta con il Milan. "Spesso facciamo tanti errori ma non dobbiamo dimenticare la qualità che abbiamo: questa vittoria - conclude Insigne - deve essere un punto di partenza, portandoci a continuare a lavorare a testa bassa per dimostrare che possiamo mettere in difficoltà chiunque".

Le parole di Fonseca

Il microfono passa a Paulo Fonseca, che ammette senza filtri la propria delusione per una sconfitta brutta nel risultato e nella prestazione. "Abbiamo avuto poco coraggio contro un Napoli che ha meritato quanto raccolto. Siamo andati sotto senza reagire: è un copione già visto negli scontri diretti, ma sicuramente questa constatazione non deve cancellare quanto di buono fatto finora". Il tecnico portoghese individua un 'colpevole' specifico. "La nostra linea difensiva ha sbagliato tanto e, in generale, ci è mancata la giusta aggressività". Infine, un pensiero per il ritorno di Dzeko: una mossa che paradossalmente potrebbe aver danneggiato la Roma. "Edin resta un punto fermo per questa squadra, ma non dobbiamo dimenticare quanto è stato fermo".

Le parole di Gattuso

Umore opposto ma non troppo per Gattuso, che innanzitutto fa una strigliata alla città. "Maradona è un idolo, ma vorrei vedere più rispetto per la pandemia: capisco il dolore di un'intera città, ma spero da domani di vedere atteggiamenti più responsabili". Dopo questa premessa, il tecnico calabrese concede finalmente le meritate lodi alla sua squadra. "Oggi ho visto quello che chiedevo ai ragazzi, ossia unire alla qualità la quantità: siamo stati bravi a chiudere le linee di passaggio degli avversari, aiutandoci a vicenda anziché mandarci a quel paese al minimo errore".

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