Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 8 settembre 2020 - C'era una volta il Napoli che in estate sbandierava l'obiettivo scudetto senza badare troppo alla proverbiale scaramanzia della città e c'è oggi invece un Napoli cauto, che fissa un traguardo sulla carta meno ambizioso come strappare un "semplice" pass per la Champions League: colpa di una stagione, quella scorsa, decisamente al di sotto delle aspettative e merito di Gennaro Gattuso che, nonostante il successo in Coppa Italia, ha varato un nuovo profilo per gli azzurri.

Al bando i trionfalismi in nome del lavoro, l'unica medicina conosciuta dal tecnico calabrese che, in effetti, ha già curato alla grande i mali della passata annata appunto con il trionfo dell'Olimpico. Chi pensava che Ringhio sarebbe cambiato, guadagnandone in boria, dopo la vittoria ai danni della Juventus evidentemente non aveva ben chiari i metodi di un allenatore "old school": la lezione l'hanno imparata i giocatori ma forse l'intero ambiente partenopeo, troppo abituato nel recente passato a lasciarsi andare a proclami che si sarebbero poi ritorti contro a mo' di boomerang. In effetti poi non menzionare la parola "scudetto" non significa mica alzare bandiera bianca già sulla griglia di partenza: il Napoli è ambizioso e lo testimonia proprio il lavoro duro ammirato già nel ritiro di Castel di Sangro, dove l'unica voce fuori dal nuovo basso profilo è stata in effetti quella di Aurelio De Laurentiis. Il patron sogna e lo dichiara, mentre mister e giocatori lo fanno senza parlare: in fondo tra gli azzurri c'è unità d'intenti e questo ingrediente promette bene a lungo termine, specialmente se la cappa di saggio equilibrio calata su Castel Volturno dovesse coinvolgere anche una tifoseria di solito abituata a vivere di forti picchi emozionali.

Tragedia in caso di sconfitta ed entusiasmi eccessivi quando si vince: la passionale piazza partenopea non sempre aiuta la propria squadra, che quest'anno può contare su un "pompiere" in più. Il saggio e umile Gattuso plasma il suo Napoli da zero dopo aver raccolto i cocci lasciati dalla sfortunata gestione Ancelotti: la prima toppa è stata ridare verve fisica a una formazione impreparata sotto il profilo atletico e le sgambate ammirate in ritiro hanno lasciato ottime sensazioni in tal senso. Ringhio ha poi cercato di trasferire il suo carattere ai giocatori: la scorsa stagione non sempre la missione è riuscita ma oggi la musica è diversa. Specialmente ora che all'ombra del Vesuvio è stato varato il Napoli a basso profilo.