Gennaro Gattuso (LaPresse)
Gennaro Gattuso (LaPresse)

Napoli, 11 dicembre 2019 - Tutto in meno di 24 ore: dalla vittoria sul Genk all'esonero di Carlo Ancelotti, arrivando all'annuncio di Gennaro Gattuso, presentato nel tardo pomeriggio a Castel Volturno.

UNA SCELTA SOFFERTA - A introdurre il nuovo allenatore azzurro è stato Aurelio De Laurentiis, che innanzitutto ha salutato la vecchia guida tecnica. "Nonostante quanto detto da parte della stampa, il rapporto tra me e Ancelotti è sempre stato positivo: insieme abbiamo coltivato un sogno che poi è naufragato e quindi, per tutelare il suo eccellente palmares, ho preferito salutarlo". Il presidente conferma l'intenzione di non rispondere alle domande dei giornalisti e poi cede il microfono a Ringhio che, a sua volta, ha parole al miele per il suo maestro. "Non sono stati giorni facili per me perché sapevo di dovermi confrontare innanzitutto con Carlo, spiegandogli i motivi della mia scelta. Inoltre - continua Gattuso - ho lasciato due membri del mio staff e anche questo passaggio è stato sofferto. Per il resto, è stato facile sposare Napoli, una squadra che da anni è protagonista in Italia e in Europa e che, almeno per il 99%, ha una rosa funzionale alle mie idee". Determinazione e grinta: è così che il Campione del Mondo vuole risollevare le sorti degli azzurri in campionato, riportando i tifosi al San Paolo. "L'obiettivo minimo è qualificarci alle competizioni continentali, puntando possibilmente alla Champions League. Solo mostrando un buon gioco, che a tratti si è intravisto pure quest'anno, possiamo riconquistare i nostri sostenitori". Per farlo, Gattuso deve ritrovare il filo conduttore di una squadra impelagata in una situazione imprevista. "Si cercano alibi quando le cose non funzionano, ma noi dobbiamo migliorare e i ragazzi devono ritrovare la fiducia venuta meno dopo questo inizio difficile. Abbiamo però tutti gli strumenti per venirne fuori, a cominciare dalle ottime strutture che ho visionato".

VIA IL 4-4-2 - Chissà che per far crescere la rosa non servano innesti dal mercato. Un nome su tutti: Zlatan Ibrahimovic. "Voglio parlare solo dei giocatori che ho a disposizione: penso a Insigne, che è un patrimonio della società, ma il discorso vale per tutti". C'è curiosità per capire quale sarà il modulo scelto da Ringhio che, come suo solito, non fa tanti giri di parole. "Non amo giocare con due linee da 4". Insomma, il 4-4-2 ancelottiano sarà accantonato in nome di quel bene comune chiamato Napoli, che da oggi dovrà obbedire agli ordini di Gattuso.