Calcio

Se ne e è andato il cittì più amato. Azeglio Vicini è morto oggi a Brescia dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 85 anni il 20 marzo prossimo. E' stato allenatore della Nazionale di calcio dal 1986 al 1991, era seduto sulla panchina azzurra durante le "notti magiche" cantate da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato ai Mondiali di Italia '90. Ci portò fino alla semifinale, con percorso netto: 5 vittorie, zero gol subiti. E milioni di italiani che saltavano sul divano, si stipavano in salette condominiali e alberghi, pur di vivere insieme quelle notti di calcio e orgoglio nazionale. Ci risvegliò dal sogno Claudio Caniggia prima, pareggiando la rete di Schillaci, e poi quel portiere dal nome tanto arzigogolato, Goycoechea, da ipnotizzare Roberto Donadoni  e Aldo Serena. Restò un grande rimpianto, esternato in più occasioni dallo stesso Vicini. "Avremmo meritato di vincerlo, siamo stati sfortunati. Noi non perdemmo mai sul campo", diceva il cittì. "Però in quelle notti conquistammo gli italiani, il loro affetto fu travolgente. Infatti quell'Italia-Argentina resta una delle partite più viste in tv di tutti i tempi".  La più vista, per la precisione, con  27.537.000 italiani incollati al teleschermo. Poi l'amarezza della mancata qualificazione agli Europei del 1992, con l'esonero e il passaggio del testimone ad Arrigo Sacchi. Poca cosa, in confronto ai brividi delle notti magiche. 

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