Fiorentina-Milan (Ansa)
Fiorentina-Milan (Ansa)

Firenze, 21 marzo 2021 – Il Milan reagisce con carattere all’eliminazione dall’Europa League e nonostante la perdurante emergenza infortunati sbanca il Franchi di Firenze battendo 3-2 la Fiorentina. Un successo pesante che rispedisce a -4 Juventus e Atalanta e tiene viva una pur flebilissima fiammella scudetto. Tre punti chiave però soprattutto per la corsa a un posto in Champions League e ottenuti con le unghie e con i denti dagli uomini di Pioli, passati in vantaggio al 9° con il 15° gol stagionale di Zlatan Ibrahimovic, rimasto in campo per tutti i 90’ contrariamente alle ipotesi della vigilia. L’1-0 milanista ha però retto soltanto 8’ perché al 17° Pulgar, con la complicità di un intervento non impeccabile di Donnarumma, ha pareggiato i conti, dando fiducia alla Fiorentina che ha poi sfiorato anche il sorpasso con la traversa colta con un colpo di testa da Pezzella. Montante colpito poco più tardi anche da Ibrahimovic nella seconda parte di un secondo tempo ad alto contenuto spettacolare e dai ritmi frizzanti. A inizio ripresa una nuova doccia fredda per il Milan, colpito dal gol del 2-1 di Ribery, perfettamente assistito da Vlahovic.

Pungolato nel vivo e apparso forse un po’ sulle gambe dal punto di vista atletico, il Milan ha però avuto la forza e la capacità di reagire da grande squadra e di ribaltare nuovamente e definitivamente le sorti del match con le reti di Brahim Diaz prima e di un Calhanoglu apparso in crescita poi. Ora per i rossoneri due settimane di riposo fondamentali per recuperare energie e approcciare al meglio al rush finale di stagione, mentre la “Viola” lascia il campo con il rammarico di non esser riuscita a fare risultato pur avendo tenuto testa con personalità agli uomini di Pioli.
 

Primo tempo


Prandelli opta per un inusuale 4-4-1-1 nel quale figura anche l’ex rossonero Bonaventura, schierato sulla sinistra. Davanti invece Ribery supporta Vlahovic, nel mirino degli uomini mercato del Milan. Dall’altra parte sono ben quattro le novità nell’undici rossonero rispetto alla gara contro il Machester: in difesa sulla destra c’è Dalot, mentre è Tonali ad affiancare Kessie in mediana. Davanti, infine, Diaz viene preferito a Krunic per un posto sulla trequarti a supporto di Zlatan Ibrahimovic. La prima occasione è di marca viola e porta la firma di Caceres che sugli sviluppi di un corner colpisce la palla di testa e costringe la difesa rossonera al salvataggio sulla linea. La spinta iniziale dei padroni si esaurisce però ben presto e il Milan prende il sopravvento, riversandosi nella metà campo avversaria e colpendo al suo primo, vero tentativo, al 9°, con Ibrahimovic che, imbeccato dal lancio lungo di Kjaer, elude la linea difensiva viola e insacca indisturbato a tu per tu con Dragowski.

La Fiorentina incassa lo svantaggio e cerca di far male con i piazzati: proprio da uno di essi, una punizione dal limite, 8’ più tardi nasce il gol del pareggio: Castrovilli viene abbattuto da Dalot, sul pallone va Pulgar che con la complicità di un intervento non impeccabile di Donnarumma infila sotto l’incrocio dei pali l’1-1. Il gol manda un po’ in tilt i meccanismi dei rossoneri che al 28° rischiano nuovamente di capitolare sugli sviluppi di un corner: a salvare il Milan da un clamoroso sorpasso è questa volta l’incrocio dei pali sul quale si stampa il pallone colpito da un eccellente zuccata di Pezzella. Due minuti più tardi c’è spazio anche per le proteste dei viola per una leggera trattenuta in area di Brahim Diaz su Ribery, che Guida non giudica da rigore. La partita è a dir poco frizzante e sul ribaltamento di fronte il Milan pareggia il conto dei montanti colpiti con Ibrahimovic che, servito da Calhanoglu, supera Dragowski con un pallonetto che però viene fermato dalla traversa. La “Viola” non molla la presa ma quando sono i rossoneri a portare palla si schiaccia troppo in basso e rischia anche sul tiro dalla distanza di Calhanoglu che si spegne sul fondo di un soffio. I piani dei toscani rischiano di complicarsi proprio in chiusura di un tempo equilibratissimo, quando Dragowski è costretto ad alzare bandiera bianca e il posto a Terracciano che non viene di fatto impegnato fino al duplice fischio di Guida.

La ripresa

Il secondo tempo riparte senza cambi e con una Fiorentina senza dubbio più pimpante dei rossoneri: dopo appena 6’, infatti, i viola completano la loro rimonta con il gol del 2-1 di Ribery: l’azione parta dalla destra e si concretizza con l’assist di Vlahovic per il francese che a pochi passi dalla porta rossonera fredda Donnarumma. Il vantaggio viola dura però appena 5’ perché al 56° il Milan pareggia nuovamente i conti con il sinistro di Diaz che raccoglie una sponda di Kjaer su corner e di sinistro trasforma il 2-2. Riequilibrato il punteggio, Pioli si gioca la carta delle forze fresche gettando nella mischia Castillejo e Bennacer, rientrato dopo un mese di stop. I ritmi di gara restano alti e pian piano riprende vigore la manovra dei rossoneri che sfiorano il controsorpasso con una magia di Ibra che tenta un tiro-cross che accarezza l’incrocio dei pali. I viola tremano anche al 67° quando lo scatenato Brahim Diaz – spostato al centro della trequarti – serve Theo Hernandez che da posizione leggermente defilata sfiora il gol.

Questa mossa tattica di Pioli, che fa traslare Calhanoglu sulla sinistra, porta comunque frutti al 72°: Tomori intercetta infatti un pallone sulla trequarti servendo a sua volta Kessie, il quale sfonda al centro e serve proprio il turco che di destro e di prima intenzione infila nell’angolino il 3-2 esterno. Ritrovato il vantaggio Pioli dà fiato Diaz, sostituito da un Krunic maggiormente propenso alla fase di copertura, mentre Prandelli si gioca il tutto per tutto gettando nella mischia Callejon e Kouamé. Nel finale, con una trazione decisamente anteriore, i padroni di casa si gettano in avanti ma non riescono più a creare reali grattacapi a Donnarumma. Producono infatti troppo poco per impensierire i rossoneri che si difendono con accortezza e non si lasciano irretire neanche quando gli animi si surriscaldano, portando così a casa tre punti pesantissimi.

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