Un giro d’Europa palla al piede. La novità di Euro 2020 (la rassegna continentale calcistica, come le Olimpiadi, ha conservato nella dizione ufficiale l’anno in cui si sarebbe dovuta disputare, non fosse stato per lo stop imposto dalla pandemia da Covid 19) è sicuramente la scelta della Uefa di allestire una competizione itinerante. Molto meno facile, quindi, per il tifoso-turista, organizzare una vacanza che combini lo spettacolo delle partite allo stadio con il relax a base di monumenti, escursioni e scorpacciate alla scoperta dell’enogastronomia locale. Per le tante nazioni che verranno toccate nel corso del torneo, ma – soprattutto – per le limitazioni d’affluenza negli impianti che ospiteranno i match, imposte dall'emergenza coronavirus. Ma quali sono gli stadi e le città che accoglieranno le 24 Nazionali in lizza? Vediamoli insieme.

Stadi e città

Sono undici gli stadi coinvolti. In ordine alfabetico per città sono la Johan Cruijff ArenA di Amsterdam (Paesi Bassi), lo stadio Olimpico di Baku (Azerbagian), l’Arena Nationala di Bucarest (Romania), la Puskas Arena di Budapest (Ungheria), il Parken stadium di Copenaghen (Danimarca), Hampden Park a Glasgow (Scozia), il mitico Wembley di Londra (Inghilterra), la Fußall Arena di Monaco di Baviera (Germania), l’Olimpico di Roma, lo stadio di San Pietroburgo a San Pietroburgo (Russia), lo stadio La Cartuja di Siviglia (Spagna).

Olimpico di Roma

Lo stadio Olimpico di Roma è l’unico campo italiano scelto per la kermesse continentale. È la casa di Roma e Lazio, le squadre della Capitale. Si trova all’interno del Parco del Foro Italico, nella parte nord della città. Ha una capienza di 73mila spettatori. Dall’ideazione nel 1927, sotto il regime fascista, all’inaugurazione della struttura completa, nel 1953, passarono 26 anni. Il restyling completo è del 1990, in occasione dei Mondiali italiani (qui si giocò la finale vinta dalla Germania appena riunita sull’Argentina di Maradona per 1-0). Poi una rinfrescata agli interni nel biennio 2007-2008. Quattro le finale di Coppa dei Campioni (poi Champions League) che si sono celebrate qui. L’ultima, nel 2009, vide il trionfo del Barcellona sul Manchester United (2-0). La più dolorosa per i romanisti è quella del 1984, con i giallorossi di Falcao sconfitti dal Liverpool ai rigori. La Juventus ci ha vinto la sua seconda e ultima Coppa dei Campioni, sempre ai tiri dagli undici metri, contro l’Ajax nel 1996. Il record di spettatori, però, appartiene non a una partita di calcio ma a un concerto: il live di Claudio Baglioni, nel 1998, fu seguito da 90mila persone. A Euro 2020 ospiterà il match inaugurale, Italia-Turchia, dell’11 giugno, le altre due partite degli azzurri nel girone eliminatorio (Italia-Svizzera del 16 giugno e Italia-Galles del 20 giugno) ma anche il quarto di finale del 3 luglio.

Johan Crujiff ArenA

La Johan Crujiff ArenA ospita le partite casalinghe dell’Ajax, la squadra più titolata dei Paesi Bassi. Inaugurato nel 1996, con i suoi 54mila posti a sedere è il più grande della nazione. È intitolata al numero 14 della Nazionale olandese, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, trascinatore degli Orange finalisti ai Mondiali nel 1974 e nel 1978, scomparso nel 2016. Ospiterà quattro partite, Olanda-Ucraina (il 13 giugno), Olanda-Austria (il 17 giugno), Macedonia del Nord-Olanda (il 21 giugno) e un ottavo di finale (seconda del gruppo A contro seconda del gruppo B, il 26 giugno).

Olimpico di Baku

Lo stadio Olimpico di Baku, inaugurato nel 2015, accoglie le partite della nazionale azera. Ha una capienza di 69.870 persone. La sua costruzione iniziò nel giugno del 2011, in occasione del 100esimo anniversario del calcio azero. Nel 2019 ha ospitato la finale di Europa League, vinta dal Chelsea di Maurizio Sarri contro l’Arsenal. Quattro i match in programma, tre del girone dell’Italia (Galles-Svizzera il 12 giugno, Turchia-Galles il 16 giugno, Svizzera-Turchia il 20 giugno) e uno dei due quarti di finale in programma sabato 3 luglio.

Arena Nationala Bucarest

L’Arena Nationala di Bucarest, fin dalla sua inaugurazione, è diventata la casa della nazionale giallo-rosso-blu romena. In seguito ne hanno fatto il loro impianto anche le due squadre più note della capitale, la Steaua Bucarest (la Coppa dei Campioni del 1986 in bacheca) e la Dinamo Bucarest. La costruzione dell’impianto – oltre 55mila posti - è stata segnata da problemi e polemiche, con l’inaugurazione slittata dal 2009 al 2011. Tenuta a battesimo da un match di qualificazione a Euro 2012, Romania-Francia, ha ospitato anche la finale di Europa League del 2012, vinta dall’Atletico Madrid per 3-0 sull’Olympique Marsiglia. A Euro 2021 sono in programma quattro incontri: Austria-Macedonia del Nord (12 giugno), Ucraina-Macedonia del Nord (17 giugno), Ucraina-Austria (21 giugno) e un ottavo di finale del 28 giugno (prima del gruppo F contro terza del gruppo A, B o C).

Puskas Arena Budapest

La Puskas Arena di Budapest è intitolata a Ferenc Puskas, l’ungherese considerato il più forte calciatore degli anni ’50. È stata inaugurata nel 2019 con un’amichevole fra i magiari e l’Uruguay, prima squadra a vincere il Mondiale nel 1930. Ha una capienza di 67.889 posti e sorge sulle ceneri del vecchio stadio nazionale. Nel senso più concreto del termine: il 90% delle macerie ottenute dalla demolizione del vetusto impianto sono state riutilizzate nella nuova costruzione. Ospiterà quattro match del torneo: Ungheria-Portogallo (il 16 giugno), Ungheria-Francia (20 giugno) e Portogallo-Francia (24 giugno), oltre a un ottavo di finale del 27 giugno (prima del girone C contro terza del girone D, E o F).

Parken Stadium Copenaghen

Il Parken Stadium di Copenaghen è fra gli impianti più antichi della competizione. L’inaugurazione risale infatti al 1992, l’anno della sorprendente vittoria della nazionale danese agli Europei. Oltre a ospitare i match degli eredi della squadra che stupì il continente, battendo in finale la Germania, è anche lo stadio di casa del FC Copenaghen, squadra fondata proprio nel 1992. Può accogliere 38.065 spettatori ed evoca un brutto ricordo ai tifosi del Parma. Qui gli emiliani persero la finale di Coppa delle Coppe nel 1994 contro l’Arsenal (0-1). Quattro le partite della rassegna continentale: Danimarca-Finlandia del 12 giugno, Danimarca-Belgio del 17 giugno, Russia-Danimarca del 21 giugno e un ottavo di finale del 28 giugno (seconda gruppo D contro seconda del gruppo E).

Hampden Park Glasgow

Hampden Park a Glasgow profuma di storia. È il “fortino” della Nazionale scozzese e dei suoi coloriti e rumorosi supporter, la Tartan Army, dal 1906. Le folle del secolo scorso (record di 149.145 spettatori per uno Scozia-Inghilterra nel 1937) sono, ovviamente, un ricordo. Dopo l’ultima ristrutturazione, nel 1999, può ricevere 51.866 spettatori. È sede della finale di Coppa di Scozia, la più antica competizione calcistica al mondo. Qui si è disputata la finale di Champions League del 2002, vinta dal Real Madrid di Zidane sul Bayer Leverkusen (2-1). Curiosità: i due club principali di Glasgow, Celtic e Rangers, non giocano qui i loro match casalinghi. Hampden è la casa del Queen’s Park, club semidilettantistico che milita nella quarta serie nazionale. A Euro 2020 si giocheranno Scozia-Repubblica Ceca (14 giugno), Croazia-Repubblica Ceca (18 giugno), Croazia-Scozia (22 giugno) e un ottavo di finale del 29 giugno (prima del girone E contro terza del girone A, B, C o D).

Wembley Londra

Wembley, basta la parola. Riqualificato nel 2007 è, probabilmente, lo stadio più famoso d’Europa. L’arco d’ingresso, 133 metri d’altezza, mozza il fiato a ogni appassionato che lo visiti. Costruito in un sobborgo di Londra, ospita i match casalinghi della Nazionale dei Three Lions, ma anche le finali di FA Cup, Coppa di Lega e playoff. I posti a sedere sono 90.000. Prima partita nel rinnovato Wembley fu un’amichevole fra Italia e Inghilterra under 21 finita 3-3 con tripletta di Giampaolo Pazzini. Fra le partite più importanti che qui si sono disputate c’è la finale del torneo olimpico 2012 (Brasile-Messico 1-2), due finali di Champions League, quella del 2011 vinta 3-1 dal Barcellona sul Manchester United e quella del 2013 tutta tedesca terminata con il successo del Bayern Monaco sul Borussia Dortumund (2-1). Dal 2007 al 2017 ha accolto diciotto partite della Nfl, la lega professionistica di Football americano (la prima fu Miami Dolphins-New York Giants 10-13). Scelta un filo sacrilega ma, si sa, business is business. Il programma di Euro 2020: Inghilterra-Croazia (13 giugno), l’attesissimo derby Inghilterra-Scozia (18 giugno), Inghilterra-Repubblica Ceca (22 giugno), entrambe le semifinali (6 e 7 luglio) e la finale dell’11 luglio.

Fußall Arena di Monaco

La Fußall Arena di Monaco di Baviera è nota dalla sua nascita anche come Allianz Arena. Costruita nel 2006 è soprannominata Schlauchboot (Gommone) per la sua forma esterna. Grazie a una serie di successivi ampliamenti è arrivata a contenere 75mila spettatori, che si riducono a 70mila nelle competizioni Fifa e Uefa. È la casa del Bayern Monaco, il club più vincente della Bundesliga. Ha accolto sei partite ai Mondiali tedeschi del 2006 e la finale di Champions del 2012, uno dei ricordi più brutti per la squadra bavarese che nell’impianto di casa perse ai rigori con il Chelsea allenato dall’italiano Roberto Di Matteo. Agli Europei sono previste Francia-Germania (15 giugno), Ungheria-Francia (19 giugno), Portogallo-Francia (23 giugno) e  un ottavo di finale del 27 giugno (prima del gruppo C contro terza del gruppo D, E o F).

Stadio San Pietroburgo

Lo stadio di San Pietroburgo, secondo i suoi ideatori, dovrebbe assomigliare a una navicella spaziale planata sul golfo di Finlandia. I lavori iniziarono nel 2007 e terminarono nel 2017, appena in tempo per i Mondiali russi del 2018. I posti a disposizione sono 66.881 e ospita i match casalinghi dello Zenit San Pietroburgo. Alla rassegna iridata accolse sette partite, compresa la finalina Belgio-Inghilterra (2-0). L’anno prima, nel 2017, fu giocata qui la finale di Confederations Cup vinta dalla Germania 1-0 sul Cile. A Euro 2020 sono in cartellone Belgio-Russia (12 giugno), Polonia-Slovacchia (14 giugno), Finlandia-Russia (16 giugno), Svezia-Slovacchia (18 giugno), Finlandia-Belgio (21 giugno), Svezia-Polona (23 giugno) e il quarto di finale del 2 luglio.

La Cartuja Siviglia

Niente Madrid, né Barcellona. La Spagna a Euro 2020 sarà rappresentata dallo stadio La Cartuja di Siviglia, che ha sostituito in corsa il San Mames di Bilbao. La Cartuja, per altro, è il terzo stadio per importanza nella città andalusa, visto che il Siviglia gioca al Sanchez Pizjuan e il Real Betis al Benito Villamarin. Costruito per i Mondiali di atletica del 1999, sarebbe dovuto diventare l’impianto d’elezione dei due club. Peccato – si fa per dire - che i tifosi di Siviglia e Betis si siano opposti. E così il La Cartuja, che ha una capienza di 60mila spettatori, si è “consolato” con la finale di Coppa Uefa 2003 vinta dal Porto 3-2 contro il Celtic dopo i supplementari e con la finale di Coppa del Re (il trofeo nazionale spagnolo) di quest’anno fra Barcellona e Athletic Bilbao, dominata dai catalani con il risultato di 4-0. A Euro 2020 si disputeranno qui Spagna-Svezia (14 giugno), Spagna-Polonia (18 giugno), Slovacchia-Spagna (23 giugno), oltre a un ottavo di finale del 27 giugno (prima del girone B contro terza del girone A, D, E o F).

Cosa vedere nelle città che ospitano gli Europei

Le limitazioni sui viaggi fra una nazione e l’altra causa pandemia variano di continuo. Praticamente impossibile, quindi, programmare un viaggio alla scoperta di una delle città che ospiteranno le partite della massima competizione continentale per Nazionali, anche se tutti i governi nazionali hanno dato il via libera alla partecipazione del pubblico in quote che variano dal 22 al 50% della capienza degli stadi. La speranza, però, è di ritornare presto alla normalità e riprendere a viaggiare per tutta Europa. Ecco qualche piccolo consiglio – tre posti per ognuna delle undici città ospitanti e un piatto tipico - che potrà tornare utile, magari in futuro.

Roma: partiamo subito con un’eccezione. Impossibile indicare solo tre luoghi per Roma, considerata universalmente fra le città più belle del mondo, se non la più bella. Certo, perdersi i Musei Vaticani sarebbe un delitto, così come i Fori Imperiali o il Colosseo. E già siamo a tre. Poi l’Arco di Costantino, le terme di Diocleziano, l’Ara Pacis, il Pantheon, le catacombe, piazza di Spagna, Trinità dei Monti e così via. Segnaliamo, quindi, gioielli meno conosciuti come il vivace quartiere del Pigneto, la popolare Garbatella in cui sono stati ambientati i “Cesaroni” e il quartiere Coppedè, mix di Liberty e gotico. Stesso discorso vale per la gustosissima cucina romana, celebrata in tutto il mondo. Fra carbonara, amatriciana e cacio e pepe segnaliamo la Gricia, la cosiddetta amatriciana in bianco.

Amsterdam: il museo Van Gogh dedicato al grande pittore impressionista, il Bloemenmarkt, mercato galleggiante di fiori unico al mondo, il pittoresco quartiere De Jordaan. Da assaggiare il panino con aringa cruda accompagnato da cetrioli sottaceto e cipolla.

Baku: la città vecchia con le sue moschee e minareti, il cinquecentesco Palazzo degli Shirvanshah e le modernissime Flame Towers, dalla caratteristica forma a lingua di fuoco. Assaggiate il Piti, stufato di carne d’agnello cotto in una pentola di terracotta, i vegetariani gradiranno la Dovga, zuppa con yogurt ed erbe fresche da degustare fredda o calda.

Budapest: il lungo Danubio con il ponte delle catene, le terme Szechenyi (ma ci sono altri impianti in una città servita da oltre cento sorgenti) e la vivace piazza Vorosmarty Ter a Pest. Capitolo cibo: facile citare il Gulasch, meno conosciuto il Langos, una sorta di pizza fritta, re degli street food.

Bucarest: il palazzo del parlamento, fra gli edifici civili più grandi al mondo, il museo etnografico e il mercato di Obor per immergersi nella cultura locale. Non resisterete ai Sarmale, involtini di foglie di cavolo cappuccio ripieni di carne o riso.

Copenaghen: immancabile una foto davanti alla statua della Sirenetta resa immortale dalla fiaba di Hans Christian Andersen, il canale Nyhavn con le sue imbarcazioni storiche e la sua sfilata di locali, il quartiere “freak” di Christiania. Passeggiate sbocconcellando uno Smorrebrod, panino aperto ripieno di carne, pesce, uova o formaggio.

Glasgow: Kelvingrove, museo e galleria d’arte, the Hidden Lane, rione decentrato rifugio di studi di piccoli designer, fotografi e artisti e, se siete appassionati di calcio, gli altri due stadi della città: Celtic Park, casa dei bhoys biancoverdi, e Ibrox, tana dei Rangers. L’Haggis, piatto nazionale scozzese, un insaccato a base di interioria di pecora, può essere un po’ forte. Si può ripiegare su crostacei e frutti di mare.

Londra: tre posti soli da vedere a Londra? Impossibile. Segnaliamo tre luoghi meno noti: Alexandra Palace (che i londinesi hanno ribattezzato Ally Pally), edificio vittoriano circondato da un parco che fu sede della Bbc, il villaggio storico di Chiswick e un giro sulla Overground, la ferrovia urbana della Capitale. Cosa mangiare? Saremo banali, ma impossibile resistere a un fragrante fish and chips, servito su fogli di carta di giornale.

Monaco di Baviera: Marienplatz, cuore della vita cittadina fin dal Medioevo, la cattedrale Frauenkirche (chiamata affettuosamente Liebfrauenkirke) e la Schatzkammer, la camera del tesoro all’interno della residenza dei sovrani di Baviera. Un dolce imperiale è il Kaiserschmarrn, condiviso con l’Austria (altra nazionale in lizza a Euro 2020), una frittata dolce con l’uvetta da accompagnare con marmellata acida o purea di mele.

San Pietroburgo: i mosaici e le icone della Chiesa del Sangue versato, il ricchissimo museo dell’Hermitage e la Prospettiva Nevskij, immortalata da una memorabile canzone di Franco Battiato. I buongustai impazziranno per i Blinis, salati o dolci, crespelle di farina spesso mischiate con patate accompagnate con varie guarnizioni.

Siviglia: l’Alcazar, fortezza in cui si mescolano stili e ispirazioni, l’imponente cattedrale con la torre della Giralda e il Metropol Parasol, spericolata struttura a forma di pergola costruita in legno e cemento. Pranzo, spuntino o cena veloce che sia non perdete il Serranito, panino caldo farcito con lonza di maiale, prosciutto crudo e peperone verde fritto.