I giocatori danesi durante gli interminabili minuti dei soccorsi a Eriksen (Ansa)
I giocatori danesi durante gli interminabili minuti dei soccorsi a Eriksen (Ansa)

Roma, 13 giugno 2021 - Dopo la grande paura per il malore accusato in campo da Christian Eriksen durante Danimarca-Finlandia, dopo le ore di angoscia e il sospiro di sollievo per le notizie rassicuranti che arrivavano da Copenaghen, si torna a pensare al calcio giocato.

Entusiasmo eccessivo? Così parrebbe. Gli Europei si sono aperti col 3-0 azzurro sulla Turchia e il pari tra Galles e Svizzera (1-1 a Baku: Breel-Donald Embolo fa esultare Petkovic, a un quarto d’ora dalla fine il gigante Kieffer Moore ristabilisce l’equilibrio): non si poteva sperare di meglio. Clima di grande euforia tra i tifosi italiani (e questo ci può stare), ma soprattutto tra i rappresentanti dei mass media (e questo, francamente, è quantomeno sorprendente, a memoria d’uomo): mai c’era stato così tanto miele per la Nazionale, paragonata addirittura a una macchina da guerra, cui è bastato piegare le reni a Calhanoglu e compagni per tornare alle notti magiche di Italia ’90.

Se fosse ancora in vita Gioànn Brera fu Carlo ricorderebbe a tutti che gli italiani sono protagonisti di gesta eroiche allorché si trovano in difficoltà, a combattere contro tutto e tutti. Le rare volte che sono stati “coccolati”, si sono adagiati finendo miseramente sconfitti. Attenzione, dunque: calma e gesso è frase tremendamente antipatica, ma altrettanto preziosa per tornare tutti a quote più normali (carissimo, indimenticabile Franco Battiato). Intanto Florenzi è uscito malconcio dall’incontro inaugurale, ma visto chi l’ha sostituito, Di Lorenzo da Castelnuovo Garfagnana, il cittì Mancini può dormire sonni tranquilli.

Ci attende una domenica con tre gare: dalle 15, a Londra per il gruppo D, Inghilterra–Croazia, che si può vedere su Rai 1 e Sky; dalle 18, a Bucarest per il gruppo C, Austria-Macedonia del Nord (solo su Sky); dalle 21, ad Amsterdam per il medesimo raggruppamento, Olanda–Ucraina (Rai 1 e Sky). Buone nuove per Gareth Southgate, il commissario tecnico inglese. Harry Maguire dovrebbe essere a disposizione. Il difensore del Manchester United si è allenato con il resto della squadra. “La Croazia è una compagine di assoluto valore. Lotta su un ogni pallone come se fosse l’ultimo e ha grande spirito. Può contare su giocatori di grandissima qualità. L’abbiamo incontrata tre volte negli ultimi quattro anni e sono state sempre sfide molto combattute. Personalmente nutro grande rispetto per il loro ct Dalic, sia a livello professionale che come persona. Ha fatto un lavoro fantastico con la sua Nazionale finora”, le parole di Southgate.

“L’Inghilterra è una delle favorite per la vittoria finale di Uefa Euro 2020. È una squadra molto forte, soprattutto nel reparto avanzato. Non sarà facile incontrarla, specialmente in uno stadio come Wembley. Il nostro primo obiettivo sarà superare la fase a gironi e giocare le gare ad eliminazione diretta. Poi vedremo passo dopo passo quello che succederà”, la replica di Dalic. Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Walker, Stones, Mings, Chilwell; Phillips, Rice; Sterling, Mount, Foden; Kane. Croazia (4-2-3-1): Livakovic; Vrsaljko, Vida, Caleta-Car, Barisic; Brozovic, Kovacic; Modric, Rebic, Perisic; Petkovic.

Tre i precedenti agli Europei tra le due formazioni, tra qualificazioni e fasi finali: una vittoria per l’Inghilterra, 2 per la Croazia, 6 gol fatti dai britannici, 7 dagli slavi. Nove fasi finali disputate dall’Inghilterra (miglior piazzamento, la semifinale), cinque dalla Croazia (quarti di finale).

L’Austria e la Macedonia del Nord, all’esordio nella fase finale, si troveranno nuovamente contro dopo le partite delle qualificazioni, quando gli austriaci hanno fatto bottino pieno (2-1 in casa, 4-1 in trasferta). La Macedonia del Nord è una delle due squadre all’esordio (l’altra è la Finlandia) nella fase finale degli Europei; l’Austria è alla sua terza presenza nelle ultime quattro edizioni e punta alla sua prima qualificazione agli ottavi.

Austria (4-2-3-1): Bachmann; Lainer, Dragovic, Hinteregger, Ulmer; Laimer, X. Schlager; Sabitzer, Baumgartner, Alaba; Arnautovic. Macedonia del Nord (4-3-3): Dimitrievski; Ristovski, Musliu, Velkovski, Alioski; Ademi, Nikolov, Bardi; Elmas, Pandev, Trajkovski. L’Olanda scenderà in campo con uno schieramento non spregiudicato (3-5-2). De Boer dovrà fare a meno di De Ligt: accanto a De Vrij, dunque, spazio a Timber e Blind davanti al portiere Stekelenburg. Dumfries e Wijndal sulle fasce, in mezzo assente Van de Beek, dunque in campo De Roon e Wijnaldum accanto a De Jong. Accanto a Depay in attacco, invece, agirà Weghorst.

Tutti disponibili, invece, per Shevchenko: Buschcha in porta, Karavev e Mykolenko terzini, Zabarnyi e Matviyenko coppia centrale. A centrocampo Malinovskyi e Zinchenko ai fianchi di Sydorchuck, mentre in attacco Yarmolengo e Yaremchuk costituiranno il tridente con Zubkov. “L’Ucraina ha alcuni ottimi giocatori quindi non sarà facile batterla. Le Nazionali dell’Est Europa sfornano sempre calciatori di grande qualità. Mi aspetto tre partite del girone molto tirate, ma se giocheremo come sappiamo, passeremo il turno”, ha affermato Frank De Boer.

“L’obiettivo principale della squadra è superare la fase a gironi. Sappiamo che affronteremo alcune grandi squadre e che l’Olanda è una delle favorite. La cosa più importante è che abbiamo un nostro modo di giocare e che non lo cambieremo. Potremo anche passare dal 4-3-3 al 3-5-2 ma il nostro modo di giocare non cambierà”, Sheva dixit. L’Olanda non ha mai perso nei due precedenti contro l’Ucraina e in questo match potrà contare sul fattore campo giocando ad Amsterdam. Mentre gli olandesi tornano alla fase finale dopo aver saltato l’edizione del 2016, l’Ucraina è al suo terzo Europeo consecutivo nonché complessivo. Per l’Olanda è la decima partecipazione a un Europeo, torneo vinto nel 1988 in finale contro la Russia (2-0).