Luis Enrique (ANSA)
Luis Enrique (ANSA)

Siviglia (Spagna), 27 giugno 2021 – Le minacce ricevute da Alvaro Morata e dalla sua famiglia dopo l’1-1 rimediato dalla Spagna con la Polonia hanno scosso tutto il mondo del calcio e in particolar modo lo spogliatoio della Spagna che domani affronterà gli ottavi di Euro 2020 contro la Croazia. Alla vigilia di questo delicato match, il CT iberico Luis Enrique è tornato sullo spiacevole accaduto, auspicando un intervento delle forze dell’ordine per individuare e punire i colpevoli: “Una situazione così grave dovrebbe essere di competenza di competenza delle forze dell’ordine. Cose come questa vanno sistemate con l’intervento degli organi competenti e in maniera netta” ha spiegato Enrique.

La solidarietà di Koke

Auspicio – quello di un intervento rapido ed efficace delle forze dell’ordine – condiviso anche dal capitano delle “Furie Rosse” Koke, che ha ribadito al sua solidarietà al compagno di squadra: “Accettiamo le critiche a cui siamo esposti ma in nessun modo accettiamo minacce a bambini o familiari. Tutti siamo responsabili di ciò che facciamo e diciamo. Non riesco proprio a comprendere come possano accadere fatti del genere che possono poi fare danni gravi. Un giocatore può anche sopportarlo ma familiari e bambini no. Un fatto così grave è denunciabile. Voglio molto bene ad Alvaro e appena ho saputo quanto accaduto sono corso ad abbracciarlo”.

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