Roma, 12 luglio 2021 - Roma e l'Italia celebrano la nazionale di calcio campione d'Europa Dopo il rientro di questa mattina a Fiumicino, accolti dai tifosi, gli uomini di Roberto Mancini sono stati ricevuti da Sergio Mattarella, nei giardini del Quirinale. "Avete meritato ben oltre i rigori", ha detto il presidente della Repubblica. Mancini lo ha ringraziato: "È stato il nostro primo tifoso". Chiellini ha dedicato la vittoria a Davide Astori. Con gli azzurri al Quirinale anche Matteo Berrettini, primo italiano a raggiungere la finale di Wimbledon, persa poi con Novak Djokovic. "Un sogno essere qui, spero di tornare con un trofeo", le sue parole.

Quindi il trasferimento a Palazzo Chigi, tra due ali di folla e bandiere tricolori, dove la Nazionale viene ricevuta dal premier Mario Draghi. Che non aspetta all'interno dell'edificio, ma esce in piazza ad accogliere gli Azzurri con la Coppa. Chiellini mostra il trofeo alla folla in delirio che, anche in questo caso, accompagna il coro dei giocatori "I campioni dell'Europa siamo noi". Quindi l'incontro nel cortile di Palazzo Chigi. "Ci avete reso orgogliosi del nome Italia", dice Draghi. "Ci avete messo al centro dell'Europa". 

Gli Azzurri lasciano poi la sede del Governo per una mini-parata un po' improvvisata, un giro del centro storico sul pullman 'scoperto' su cui sale, insieme a loro, anche Berrettini. I giocatori cantano l'inno dal bus, la gente ai lati delle strade segue sventolando i tricolori.

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Non mancano i disagi: traffico in tilt, piazza Venezia paralizzata con le strade di accesso alla zona che non erano state chiuse preventivamente. Morale: decine di macchine sono rimaste ferme su via Quattro Novembre, sotto al Campidoglio e nelle vie che portano a Corso Vittorio e verso il Circo Massimo.

Italia-Inghilterra: cosa ha detto Mattarella durante i rigori

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Sommario  

Italia-Inghilterra: le pagelle della finale

L'arrivo a Fiumicino

A scendere per prima dall'aereo, alzata dal ct Roberto Mancini e dal capitano Giorgio Chiellini, è stata proprio la Coppa. Poi via via tutti gli eroi di Wembley, medaglia al collo, volti stanchi ma felici. Ad attenderli, alle 6.06 del mattino all'aeroporto di Fiumicino, c'erano circa 200 tifosi che hanno sventolato le bandiere, cantando e saltando al coro "poo-po-po-po-po-pooo-poo" che aveva accompagnato anche tutta la notte di festa. "È tutto meraviglioso, che emozione", aveva detto poco prima Jorginho sotto l'area circondato dall'affetto degli operatori aeroportuali.

Gli azzurri sono saliti poi in pullman e via verso l'albergo, dove hanno trovato altre centinaia di persone in festa. Chiellini è sceso con tanto di corona in testa e Coppa in mano, mentre Leonardo Bonucci era avvolto nel tricolore. Cori per tutti, a cominciare da Gigio Donnarumma.  Incitamenti per Immobile, Verratti, Chiesa, De Rossi ed un'ovazione alla vista di Spinazzola per il quale è scattato ormai il classico coro "Spina, Spina!!". .Emozionato e commosso anche il presidente federale Gabriele Gravina: "Bellissimo tornare a Roma con la Coppa". 

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Al Quirinale

I primi a scendere dal pullman sono stati il ct e il capitano, Giorgio Chiellini, portando in trionfo la Coppa alzata ieri sera a Wembley. Gli azzurri si sono fermati a salutare i tifosi presenti su Via del Quirinale, prima di entrare. "Dedico la coppa a tutti gli italiani, in particolare a quelli che risiedono all'estero", ha detto Mancini prima di entrare al Colle.  Ai giornalisti che gli chiedono sulla mancanza di fair play da parte dei giocatori inglesi, risponde pacato: "È comprensibile, dopo una partita così impegnativa risolta solo ai rigori, noi abbiamo vinto a casa loro davanti a 60.000 loro tifosi mentre i nostri erano solo 7 mila". Cori dei tifosi, con i giocatori della Nazionale che hanno accompagnato le grida cantando e saltando.

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Malagò

"Grazie Presidente per questa bellissima, meravigliosa iniziativa, organizzata, con l'immediatezza delle vicende sportive, quando i suoi uffici hanno pensato di incontrare i protagonisti di questa meravigliosa giornata non solo di sport, non si sapeva quale sarebbe stato il risultato finale, ma lei con la sua consueta, proverbiale, encomiabile sensibilità nei riguardi del nostro mondo, ha voluto pensare ai protagonisti, sia nel caso di una vittoria che di una sconfitta, per rendergli il giusto omaggio per quello che avevano fatto". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Quando siamo venuti da lei per la consegna del tricolore - ha aggiunto -, io parlai proprio di quella miccia che era stata accesa e di un inizio di atmosfera che stava coinvolgendo tutto il Paese e non solo il nostro mondo. Il grande merito l'ho riconosciuto al presidente Gabriele Gravina, alla federazione. Anche se eravamo molto lontani dal risultato finale, si intravedevano questi straordinari valori che questi ragazzi stavano portando a beneficio di tutto il mondo dello sport del Paese. Il merito insieme a loro è quello di Mancini e tutto lo staff. Così come loro Matteo è stato straordinario in ogni gesto e comportamento, ci hanno fatto sentire tutti di essere orgogliosi di essere italiani".

Gravina

Dopo Malagò, è intervenuto il presidente della Figc, Gabriele Gravina. "Questa nazionale è l'Italia: ha interpretato al meglio il suo sentimento di unità, con un grande potenziale di coesione, da paese ferito ma con una grande voglia di ripresa", ha detto. "La nazionale è una grande bellezza, non solo nel gioco, ma nei valori - ha aggiunto - È il punto di partenza per le riforme del nostro mondo, ma anche per il Paese".

Mancini

"Siamo tutti orgogliosi di essere qui al Quirinale", esordisce il Ct azzurro Mancini al Quirinale. "La ringrazio per essere stato il nostro primo tifoso assieme a tanti italiani residenti in Gran Bretagna che ci hanno fatto sentire quanto sia forte l'amore per la nostra Nazionale", ha aggiunto. "È stata una festa per tutto il Paese, non le nascondo la soddisfazione di aver regalato momenti di felicità al nostro Paese scrivendo una delle piu' belle pagine della storia del calcio. Abbiamo dimostrato che quando si crede in ciò che si fa è possibile esaurire un sogno apparentemente irrealizzabile". Poi un pensiero a Berrettini, anche lui invitato al Quirinale: "Siamo sicuri che tornerà in finale a Wimbledon e vincerà anche lui".

Chiellini

"Non abbiamo vinto l'Europeo per un rigore in più, ma per l'amicizia che ci ha legato in questa avventura: abbiamo tifato Matteo Berrettini, ci siamo sacrificati e aiutati. Ci siamo sentiti fratelli d'Italia, rispondendo a quanto ci aveva chiamato il nostro Paese". Le parole di Giorgio Chiellini. "Dedichiamo questa vittoria a Davide Astori, che avremmo voluto qui avere con noi", il pensiero commosso rivolto all'ex compagno di Nazionale, prematuramente scomparso.

Berrettini

"È un onore essere qui, è qualcosa di inimmaginabile anche perché ci sono loro (gli azzurri, ndr), li ho tifati per tutti gli Europei, per me è un sogno essere qui e aver partecipato alla finale", ha detto Matteo Berrettini nel suo intervento. "Speriamo che tra qualche tempo potrò tornare con un trofeo". 

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Binaghi

"Noi non siamo abituati a certi risultati, noi in tantissimi anni non eravamo mai riusciti a raggiungere la finale di Wimbledon, e se ci siamo riusciti lo dobbiamo a Matteo, che si è costruito nel nostro Paese, utilizzando i nostri circoli e i nostri tecnici, uno straordinario come Santopadre, insomma utilizzando il nostro sistema dimostrando al mondo che finalmente oggi anche in Italia si può diventare un giocatore di tennis di livello mondiale". Così il presidente della federtennis, Angelo Binaghi. Che ha sottolineato che quanto fatto dal numero uno del tennis italiano "ci ha fatto capire che quello che fino a ieri era inimmaginabile impresa da domani può essere qualcosa che si può ripetere. Il nostro è un arrivederci a presto perché tra poco tempo lei ci possa invitare per festeggiare qui quando saremo capaci di trasformare una inimmaginabile impresa in una vittoria come ha fatto il calcio".

Mattarella

Per ultimo parla il presidente della Repubblica. "Questo non è giorno di discorsi ma di applausi e ringraziamenti. Complimenti! Ieri sera avete meritato di vincere ben al di là dei rigori perchè avete avuto due pesanti handicap: giocare in casa degli avversari in uno stadio come Wembley e il gol a freddo che avrebbe messo in ginocchio chiunque", dice Mattarella. "Siete stati accompagnati e circondati dall'affetto degli italiani e li avete ricambiati rendendo onore allo sport. Così come ha fatto Matteo Berrettini. Arrivare alla finale di Wimbledon ma la rimonta del primo set equivale a una vittoria", aggiunge. 

"Negli Europei avete reso onore allo sport per diversi motivi, avete vinto esprimendo un magnifico gioco che ha fatto divertire tutti. Avete reso onore allo sport, avete manifestato il legame comune che vi ha unito e armonia di squadra e questo è di straordinario valore", dice ancora. Quindi il ringraziamento diretto a Roberto Mancini: "la fiducia che ha sempre manifestato, la rivoluzione nell'impostazione del gioco, l'accurata preparazione di ogni partita. Grazie, grazie davvero Mancini". Infine, dopo essersi accodato al ricordo di Astori, il presidente conclude con un simpatico siparietto su Spinazzola: "Una menzione particolare a lei che con le stampelle è riuscito a precedere tutti alla premiazione".

Ma non è stata l'unica gag dell'incontro. Al Presidente è stata regalata una maglietta azzurra con il nome 'Mattarella' stampato sulle spalle e accompagnato dal numero 10, ovviamente. A consegnare l'omaggio Mancini e Chiellini tra gli applausi. "Ma quella è la mia!", ha fatto notare  a quel punto ridendo Lorenzo Insigne ai compagni di squadra, che hanno accolto la 'rivendicazione' con sorrisi e qualche battuta. A Mattarella, Berrettini ha invece regalato una delle sue racchette.

Le lacrime di Mancini: "Ora siamo felici"

L'aplomb di Mattarella svanisce alla vittoria

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Draghi

"Oggi lo sport segna in maniera indelebile la storia delle nazioni. Oggi siete voi a essere entrati nella storia, con i vostri sprint, i vostri servizi, i vostri gol e le vostre parate", queste la parole con cui Mario Draghi parla alla Nazionale e a Matteo Berrettini. Quindi il premier si interrompe e guardando Gigio Donnarumma sottolinea: "e che parate...". E subito scatta l'applauso di tutti i presenti. "Ci avete messo al centro dell'Europa", aggiunge il premier. 

Quindi il passaggio più intenso: "Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano, sempre. Questa volta abbiamo festeggiato insieme le vostre vittorie. Quello di cui ci avete reso orgogliosi è di essere uniti in questa celebrazione in nome dell'Italia".

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