L'esultanza dell'Italia: Barella e Verratti
L'esultanza dell'Italia: Barella e Verratti

Adesso si può sognare. Adesso l'Italia è legittimata a sognare. La vittoria contro la prima nel ranking mondiale, ovvero il Belgio, non è frutto del caso. E così anche i sogni non poggiano su nuvole gassose. Anzi. I sogni azzurri per questi Europei hanno basi solide e a questo punto è lecito lasciar andare la scaramanzia e guardare in faccia l'obiettivo vero: vincere gli Europei. Già, perché quello che ha dimostrato l'Italia nel match vinto contro il Belgio è di essere la squadra in questo momento più in forma d'Europa. Donnarumma tra i pali è una sicurezza, Chiellini e Bonucci in difesa sono granitici, Chiesa è una spina nel fianco per ogni difesa, trottolino Barella si inserisce tra le linee pur non essendo plateale, Verratti e Jorginho danno le giuste geometrie come due metronomi a centrocampo, Insigne pur tra alti e bassi riesce ad essere decisivo quando serve. Per non parlare di Spinazzola, la cui assenza si sentirà molto nella semifinale contro la Spagna.

Individualità, ma non solo. Grazie alla solidità del gruppo, gli azzurri riescono a sopperire a un Di Lorenzo non sempre impeccabile - ingenuo sull'episodio che ha causato il rigore per il Belgio - e a un Immobile decisamente non in serata. In semifinale ci sarà la Spagna, altra grande d'Europa. Quindi perché dovrebbe essere proprio l'Italia la favorita? Anzitutto perché nessuna partita degli azzurri si è mai decisa ai rigori - e dal punto di vista psicologico cambia parecchio vincere sul campo rispetto a far risultato grazie a quella che di fatto è una vera lotteria -, in secondo luogo perché i ragazzi di Mancini, a differenza di quelli allenati da Luis Enrique, hanno un'identità ben precisa. Le Furie Rosse nelle ultime partite sono state più rosse che furie. La Spagna è sempre la Spagna, nulla da eccepire. Ma l'Italia è tutta l'Italia. Dietro ogni giocatore in campo si sente la spinta degli italiani. E tutta questa sensazione è riassumibile sempre in quell'espressione di estasi di Giorgio Chiellini all'inizio dell'inno di Mameli.

Questa Italia aveva voglia di giocare, questa Italia ha voglia di scendere in campo. Lo si è visto nella gara contro il Belgio, partita in cui gli azzurri hanno saputo sì soffrire ma non si sono mai nascosti. Il Belgio era temibile pur se sprovvisto di Eden Hazard - Kevin De Bruyne uomo ovunque -, d'altro canto alla vigilia degli Europei era fra le formazioni favorite per la vittoria finale del torneo. Eppure i ragazzi di Mancini sono entrati in campo con l'idea di fare la partita. Come non succedeva da tempo alla Nazionale italiana. Come avveniva nel 2006. Lo sentite anche voi quel "Popopopopopo" mondiale risuonare?