Italia Galles: le pagelle (Ansa)
Italia Galles: le pagelle (Ansa)

Roberto Mancini 8

Tutti coinvolti, tutti disinvolti: l’Italia del Mancio è un’orchestra (quasi) perfetta. Trenta risultati utili di fila, come la Nazionale di Pozzo. Tre partite, tre vittorie, zero gol subiti. Dicono: "Eh ma quando arriveranno le avversarie forti...". Sì, ma quando arrivano esattamente?

Gianluigi Donnarumma SV

Oggi potrebbe essere il grande giorno delle visite e della firma con il Psg. Nel caso, Gigio ci arriverà riposatissimo perché Bale e compagni non lo impegnano praticamente mai. Ma se l’Italia non prende gol da più di mille minuti qualche merito lo avrà anche l’ex portiere del Milan. Padrone dei pali con il piglio di un veterano: come un router che trasmette sicurezza a tutto il reparto

Rafael Toloi 6,5

Dopo aver sfiorato la maglia da titolare con la Svizzera, ecco l’occasionissima per il difensore che tanto piace a Mancini. Parte forse un po’ frenato dall’emozione, con le gambe ingessate dalla tensione: ma col passare dei minuti, carbura in convinzione e alza i giri del motore, spingendosi diverse volte in avanti senza mai lasciare ai gallesi lo spazio per fare male

Matteo Pessina 8

Non doveva esserci nemmeno a Roma, ma questo è un tratto tipico dei predestinati. Matteo aveva un posto riservato nella storia di questo Europeo e se l’è preso con il tempismo dei campioni: gol-partita e tante presenza in campo. Solo una macchia gialla per un fallo duro

Leonardo Bonucci 6

Come un capocantiere che controlla i lavori in un giorno festivo. Quarantacinque minuti di presidio, giusto per assicurarsi che non ci sia il rischio di brutte sorprese. Spalle larghe per aiutare Bastoni ad acclimatarsi al clima dei grandi appuntamenti. Quando l’Italia chiude il primo tempo in vantaggio, Mancini non ci pensa due volte a preservarlo in vista degli ottavi

Marco Verratti 7,5

S’affacciava all’Europeo accolto da un paradosso: passare da titolarissimo a vice-Locatelli nel giro di pochi giorni. Ma nel giro di pochi minuti, Marco mette i punti esclamativi al suo calcio totale e totalizzante: imposta, ispira, strappa e cuce. Conquista e batte la punizione per il gol di Pessina. Resta in campo per tutti i novanta minuti, senza far mai scendere la curva delle sue giocate. Bentornato.

Alessandro Bastoni 6,5

Il futuro che gioca d’anticipo. Il difensore interista sarebbe già pronto per essere titolare in questa Italia, ma per equilibri e gerarchie deve giustamente aspettare il suo turno. Le chance come quella di ieri servono a confermare quanto sia oro quel che luccica in questo ragazzo. Fisico da colosso e piede educatissimo, come quando al 12’ mette una gran palla su cui il Gallo Belotti non canta per un soffio

Federico Bernardeschi 5,5

Gioca con il peso sulle spalle di essere il più contestato tra i 26 convocati, dopo una stagione davvero deludente in bianconero. Ma anche l’azzurro di Bernardeschi non è che brilli tanto. Approccia bene alla partita, con un bel pallone per Belotti e tanto movimento a togliere riferimenti al Galles. Il palo che scheggia su punizione a inizio ripresa è l’ultimo squillo: poi s’interrompono le comunicazioni

Palmeri Dos Santos Emerson 6,5

Secondo un recentissimo studio, pare che sostituire lo Spinazzola di questi tempi sia uno dei lavori più faticosi e stressanti. Eppure il terzino del Chelsea campione d’Europa si cala nel ruolo con grande slancio. Affonda come trova ogni minimo spiraglio, complice anche un Bernardeschi che si accentra portandogli spesso via un uomo dal binario. Mancini a sinistra può costruire le sue fortune

Andrea Belotti 6

Ci fosse un premio alla generosità, gli andrebbe assegnato a furor di popolo. Andrea si batte come fosse una finale, anche perché sa che questa occasione per lui equivale a una finale. Cerca disperatamente consensi attraverso una gioia che non arriva mai, con i tiri sporcati o i guantoni di Ward a guastare la festa. Non si risparmia, mettendoci sempre la gamba: forse manca un po’ la testa. L’unica medicina in questi casi è il gol

Jorge Luiz Frello Jorginho 7,5

Settantacinque minuti d’accademia: di regia, ovviamente. Un saggio su come interpretare questo ruolo nel calcio moderno. Il Jorginho d’Italia è un giocatore ovunque, che coniuga un grande atletismo a geometrie di altissima qualità. Due anni fa, Maurizio Sarri voleva a tutti i costi costruire la sua Juventus attorno all’ex regista del Napoli: non lo accontentarono ed è finita come sappiamo. Beato il Mancio che i giocatori deve solo convocarli...

Federico Chiesa 7

Quando s’accende, la scossa arriva fino a Cardiff. Parte a sinistra, ma dopo neanche un quarto d’ora viene dirottato a destra da cui fa partire assalti che sgretolano il muro gallese. Una prestazione di spessore e di tanto lavoro a cui manca soltanto la giocata definitiva, che sia un assist o un gol. Ma la partita di Federico restituisce una certezza importante all’Italia che ora s’affaccia nella parte più calda dell’Europeo

L'arbitro Ovidiu Hategan 6,5

Partita non difficile, ma ben diretta per il fischietto romeno, basti pensare che praticamente non si crea nessuna occasione che meriterebbe il ricorso al Var. 
Ineccepibile la gestione dei cartellini: sacrosanto il rosso per il piede a martello di Ampadu protagonista di un’entrataccia sulla caviglia di Bernardeschi. 
Così come sono legittime le ammonizioni, compresa quella a Matteo Pessina per un’entrata in ritardo. Unico episodio al centro di piccolissime proteste azzurre avviene al 92’, quando Raspadori cade in area mentre tenta di avventarsi su un cross. Le immagini, però, danno ragione all’arbitro, visto che si tratta di un normale spalla a spalla tra attaccante e difensore.