Mancini e gli azzurri (Ansa)
Mancini e gli azzurri (Ansa)
"A Wembley si deve giocare bene per forza, nel rispetto del ’tempio’ del pallone" è il colpo di tacco di Roberto Mancini alla vigilia della partita più importante della sua gestione. Ma lo è davvero? "Più che la più importante, direi quella in cui non puoi sbagliare nulla, ma è il bello del poter giocare questi tornei". Non teme il tackle della variante Delta il ct, perchè, sorridendo sdrammatizza: "Abbiamo tutti la doppia dose di vaccino, quindi siamo a posto". Poi c’è...

"A Wembley si deve giocare bene per forza, nel rispetto del ’tempio’ del pallone" è il colpo di tacco di Roberto Mancini alla vigilia della partita più importante della sua gestione. Ma lo è davvero? "Più che la più importante, direi quella in cui non puoi sbagliare nulla, ma è il bello del poter giocare questi tornei".

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Non teme il tackle della variante Delta il ct, perchè, sorridendo sdrammatizza: "Abbiamo tutti la doppia dose di vaccino, quindi siamo a posto". Poi c’è la partita, i dubbi della vigilia, con Verratti e Locatelli a giocarsi una maglia e il ’parigino’ favorito, ma meno di quel che si pensi. ’Loca’ ha messo seriamente in difficoltà il Mancio, al punto da mettere in discussione uno dei cardini della Nazionale. E questo non può che renderlo orgoglioso, perchè è la sublimazione del suo lavoro e del concetto dei "26 titolari, nessuna riserva" che lo ha portato a stravolgere la squadra contro il Galles e a farlo di nuovo questa sera.

Eh sì perchè rispetto all’ultima notte dell’Olimpico tornano in campo a Wembley Donnarumma, Bonucci, Jorginho e Verratti. Tutto il resto è nuovo o,meglio, usato sicurissimo e scintillante. Il ct però, è sereno e quando lo si stuzzica sul dover scegliere tra venti e passa giocatori che hanno fatto benissimo, lui dribbla facile: "Hanno giocato tutti bene anche quando ho cambiato molto e questo non può che darmi piacere". E in competizioni snervanti come queste e considerando il plus dei cinque cambi, è del tutto evidente come avere cosi tanta scelta di qualità dia la possibilità di avere in squadra gente fresca in ogni gara. Per dirne una: dopo le prime due gare che lusso è stato potersi permettere Berardi, uno dei migliori, addirittura in tribuna col Galles?

Non snaturerà il suo gioco l’Italia, anche se l’Austria è una di quelle squadre "che ti fanno giocare male perchè ti pressa bene", dice il ct, che non è per nulla preoccupato per la tensione della gara dentro-fuori.

In difesa, l’altro dubbio era tra Bastoni e Acerbi, ma il laziale è sempre stato favorito, per militanza accanto a Bonucci e per esperienza. Dopo il bagno di risultati, entusiasmo e tifo, anche se contingentato a 16mila unità a Roma, questa è la prima gara ’in trasferta’ per gli azzurri, ma il Mancio e i suoi non tremano: "Roma è speciale, ma qui ci saranno 25mila persone e quanto sarà bello giocare a Wembley davanti a tanta gente?". Lo scopriremo tra poche ore.