Leon Goretzka festeggia il gol che vale la qualificazione
Leon Goretzka festeggia il gol che vale la qualificazione

Il Gruppo F di Euro 2020 sulla carta era considerato quella della 'morte': le aspettative sono state pienamente rispettate anche nei pronostici, con l'Ungheria a recitare la parte della Cenerentola del girone. Eppure, la Nazionale allenata da Marco Rossi, nel teatro dell'Allianz Arena, aveva a lungo cullato i sogni di gloria andando per ben due volte in vantaggio contro la Germania (a segno Szalai e Schafer). Proprio in questi momenti avevano tremato i tedeschi, salvati dalle reti di Havertz e Goretzka: il 2-2 finale salva i teutonici da una clamorosa eliminazione ma non da un ottavo di fuoco contro l'Inghilterra frutto del secondo posto in classifica. Intanto a Budapest con il medesimo risultato Portogallo e Francia si dividevano la posta in palio a suon di reti e rigori (ben 3 quelli totali fischiati da Lahoz): netto il primo, trasformato da Cristiano Ronaldo, dubbio il secondo, realizzato da Benzema. Proprio quest'ultimo aveva regalato ai transalpini l'illusione di un vantaggio vanificato ancora da CR7, sempre dal dischetto. Per la Francia, che chiude prima, adesso c'è la sfida contro la Svizzera, mentre la Germania dovrà vedersela addirittura con l'Inghilterra: per il Portogallo c'è invece all'orizzonte il Belgio in un accoppiamento che in futuro potrebbe riguardare da vicino l'Italia (o, con i dovuti scongiuri, l'Austria).

Portogallo-Francia

 I protagonisti della prima parte della frazione iniziale sono i portieri: da un lato Rui Patricio salva sul piatto di Mbappé, dall'altro Lloris pasticcia in uscita e colpisce la testa di Danilo Pereira anziché il pallone. Lahoz ordina un rigore che sarà trasformato da Cristiano Ronaldo al 31'. Anche il pareggio della Francia arriva dal dischetto grazie a un penalty molto meno netto (e più contestato): Semedo sfiora Mbappé, che crolla in area. Neanche le furiose proteste dei lusitani fanno cambiare idea all'arbitro spagnolo, che conferma la massima punizione, sfruttata appieno da Benzema al 47'. E' proprio quest'ultimo a completare la rimonta all'alba della ripresa con un diagonale imparabile per Rui Patricio: pregevole nell'occasione anche l'assist di Pogba per un gol che all'inizio era stato annullato per fuorigioco. La squadra arbitrale è ancora protagonista al 58', quando Lahoz indica per la terza volta il dischetto a causa di un tocco di mano in area di Koundé: Ronaldo spiazza ancora Lloris. Dopo 10 giri di lancette il protagonista è Rui Patricio, che prima manda sulla traversa la bordata dalla distanza di Pogba e poi, sul prosieguo dell'azione, sventa anche l'offensiva di Griezmann.

Germania-Ungheria

Al 4' Gulacsi è provvidenziale sulla botta da posizione defilata di Kimmich, mentre sul ribaltamento, all'11', non può niente Neuer sulla bella girata di testa di Szalai, pescato dalla trequarti da Sallai. La Germania accusa il colpo e in tutto il primo tempo produce una sola grande chance per pareggiare: è il 21' e dagli sviluppi di un corner Hummels svetta di testa ma trova solo la traversa. Al 62' anche l'Ungheria deve fare i conti con la sfortuna: il protagonista è Sallai, la cui punizione viene respinta dal palo. E' il presagio del pareggio della Germania, che arriva al 66' grazie ad Havertz, che con un tap-in facile facile capitalizza al meglio la sponda di Hummels su un piazzato dalla destra e soprattutto l'uscita a vuoto di Gulacsi. La delusione dei magiari dura 2', perché al 68' Schafer, servito da Szalai, batte Neuer. La Germania accusa il colpo ma all'84' riacciuffa il pareggio grazie a Goretzka, che buca Gulacsi dopo che la precedente conclusione di Werner era stata murata.

Le qualificate

La palma di prima del terribile Gruppo F spetta alla Francia, che chiude a quota 5 punti frutto di due pareggi e una vittoria, quella contro la Germania. Proprio i teutonici terminano con una lunghezza in meno al secondo posto a pari merito con il Portogallo ma con il vantaggio degli scontri diretti. Sono invece 2 i punti totali dell'Ungheria, che saluta la rassegna continentale tra rimpianti e orgoglio: basti pensare ai pareggi di lusso, seppur inutili, rimediati contro Francia e Germania.

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