Uno striscione dedicato a Eriksen durante Danimarca-Belgio
Uno striscione dedicato a Eriksen durante Danimarca-Belgio

Torna a casa Christian Eriksen, il centrocampista della nazionale danese e dell'Inter, vittima di un malore con arresto cardiaco durante il match di debutto agli Europei contro la Finlandia, che è stato operato ieri sera al Rigshospitalet, l'ospedale di Copenaghen dove si trovava ricoverato da sabato scorso quando si è accasciato in campo. Al giocatore è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo. Un intervento considerato di routine, in ambito medico. Ma che cambia per sempre la vita sportiva della mezzala che ha fornito un solido contributo al tricolore nerazzurro di quest'anno. Meno di 24 ore dopo l'intervento il calciatore è stato dimesso dall'ospedale. Grazie per l'enorme numero di messaggi, è stato incredibile - le parole che Eriksen ha affidato a una nota della Federazione danese -. L'operazione è andata bene e anche io sto bene date le circostanze. E' stato grandioso rivedere i ragazzi dopo la fantastica partita che hanno giocato ieri. Tiferò per loro lunedì contro la Russia".

Carriera a rischio

Il futuro sportivo del giocatore dell'Inter è seriamente a rischio. Non si può escludere del tutto la possibilità di rivederlo in campo in serie A, ma ad oggi si può dire che le chance sono ridotte. Domani Eriksen lascerà l'ospedale per fare ritorno nella sua casa in Danimarca e riabbracciare la sua famiglia, in particolare la compagna Sabrina, che ha assistito dal vivo al dramma di Christian ed è stata rincuorata da Simon Kjaer, capitano della Danimarca e, da centrale difensivo del Milan, "rivale" stracittadino di Eriksen. Il defibrillatore che è stato impiantato nel corpo dello sfortunato giocatore è una specie di sistema di protezione che regolarizza l'aritmia cardiaca, lo stesso di cui venne dotato Daley Blind, il difensore olandese che dopo l'incidente e l'operazione ha potuto tornare in campo (è qui agli Europei). Ma le regole sono diverse da nazione a nazione, quindi il prosieguo della carriera da professionista di Eriksen è a rischio.

Le cause del malore

Nel comunicato sulla vicenda la federazione danese non ha svelato alcuna diagnosi. Ma tutto fa credere che sia stata una miocardite la causa del malore in campo nel match contro la Finlandia, un'infiammazione per la quale però secondo i medici danesi - e alcuni specialisti internazionali da loro consultati - non bastava una cura farmacologica. Da qui la scelta del defibrillatore. In Italia non si può continuare a giocare con un defibrillatore. In altri paesi sì. Come nel caso dell'olandese Blind, proprio ieri sera in campo contro l'Austria. L'Olanda, come pure l'Inghilterra, aprono a questa possibilità.

Il caso Italia

In Italia, secondo il protocollo del Cocis (Comitato organizzativo cardiologico per l`idoneità sportiva) aggiornato nel 2017, l'ipotesi va esclusa: da noi non si può fare uno sport di contatto con un defibrillatore attaccato al cuore. Tra 4-5 settimane il giocatore sarà sottoposto a nuovi esami, che stabiliranno se il rischio di aritmia è in qualche modo correggibile. Esami che l'Inter farà svolgere al calciatore a Milano, dove si ripeterà di fatto tutta la procedura medica affrontata in questi giorni al Rigshospitalet. Se così fosse, se il problema si rivelasse momentaneo, il defibrillatore verrebbe tolto. A quel punto, però, si aprirebbe comunque un lungo iter per ottenere una (non facile) idoneità