Matteo Berrettini, il presidente Sergio Mattarella e il sottosegretario Valentina Vezzali
Matteo Berrettini, il presidente Sergio Mattarella e il sottosegretario Valentina Vezzali
Composto. Impassibile. L’emotività trattenuta in sorriso appena accennato. Abito scuro d’etichetta e cravatta blu che ricorda la maglia degli undici di Mancini in campo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, recita sottovoce l’inno nazionale, sommerso dalla valanga di fischi della bolgia di Wembley. L’appello al fair play è stato rispedito al mittente. Con le scuse del premier inglese, Boris Johnson che, per contrappasso, saluta il Capo dello Stato con un cordiale "Forza Italia". Mattarella incassa con un mezzo sorriso. È sicuramente il più anglosassone dei nostri Presidenti nella sfida che vale più di una partita, nella terra della Brexit, in un’Europa messa in ginocchio dalla pandemia. È anche questo la sfida con...

Composto. Impassibile. L’emotività trattenuta in sorriso appena accennato. Abito scuro d’etichetta e cravatta blu che ricorda la maglia degli undici di Mancini in campo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, recita sottovoce l’inno nazionale, sommerso dalla valanga di fischi della bolgia di Wembley. L’appello al fair play è stato rispedito al mittente. Con le scuse del premier inglese, Boris Johnson che, per contrappasso, saluta il Capo dello Stato con un cordiale "Forza Italia". Mattarella incassa con un mezzo sorriso.

È sicuramente il più anglosassone dei nostri Presidenti nella sfida che vale più di una partita, nella terra della Brexit, in un’Europa messa in ginocchio dalla pandemia. È anche questo la sfida con l’Inghilterra. Solo quando al minuto 67, Bonucci butta dentro la palla del pareggio, il presidente si scioglie per un attimo, con un sorriso liberatorio, mentre le braccia si allargano quasi per un abbraccio virtuale alla nazione. Un altro scatto e un largo sorriso, poi, sull’errore decisivo degli inglesi, che significa la vittoria per gli Azzurri: "Grande riconoscenza a Roberto Mancini e ai nostri giocatori hanno ben rappresentato l’Italia e hanno reso onore allo sport", è il tweet del capo dello Stato a fine partita.

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Al suo fianco, a debita distanza Covid, il presidente della Figc Gabriele Gravina. Tifo composto e aplomb nel palco della famiglia reale, il principe William, immancabile a Wembley anche per il suo ruolo di presidente onorario della Federcalcio inglese, oltreché rappresentante della Royal Family, secondo erede al trono in linea di successione. Al suo fianco il primogenito, George e a sorpresa, anche la duchessa Kate, che nel pomeriggio all’All England Club ha assistito alla finale di Wimbledon. In prima fila, accanto alle teste coronate dei duchi di Cambridge, il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, accompagnato dall’icona del calcio inglese, David Beckham.

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Due minuti e l’Inghilterra è in vantaggio. Beckham batte il pugno con Tom Cruise. Il viso di Mattarella si contrae in una smorfia di rammarico.

Ma la partita è lunga. Lunghissima. Fino ai supplementari, con il fiato sospeso, e ai rigori vincenti per l’Italia. Nell’intervallo Mattarella incontra Berrettini e si complimenta. Ma bisognerà attendere perché il cielo si schiarisca e si tinga d’azzurro, facendo esplodere la festa nei meno di diecimila italiani presenti a Wembley. Il ricordo dell’82 è lontano, con Pertini che soffiava nella pipa ad ogni gol degli azzurri per poi scoppiare, dopo la terza marcatura, in quel suo labiale rimasto storico; "Non ci prendono più, non ci prendono più", scattando dalla sua poltrona sotto gli occhi sorpresi e un po’ spiazzati del Re Juan Carlos e del Cancelliere Helmut Schmidt. Non ci sarà neanche la storica partita di scopone, sulla aereo di ritorno, con Zoff e Causio e, in bella mostra, la Coppa del Mondo. Mattarella è arrivato a Londra alle 17 ed è ripartito subito dopo la gara. Come impone l’etichetta, Mario Draghi è rimasto a Roma. Un’assenza giustificata dal protocollo istituzionale, che non prevede la concomitante presenza del capo dello Stato e del premier.

Draghi, assieme alla Cancelliera Angela Merkel, si era espresso contro la conferma di Londra come sede della finale europea, per via del netto rialzo di contagi. A rappresentare il governo, il sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali. Non sarà una partita a farci uscire dalla pandemia. Ma il riconoscersi di una comunità attorno a un simbolo, il festeggiare insieme un’impresa storica, aiuta eccome in questi momenti. Mattarella lo sa bene. E, infatti, ha seguito fino all’ultimo atto l’avventura azzurra.