Azzurri in ginocchio, a Roma murale dell'artista Harry Greb (Dire)
Azzurri in ginocchio, a Roma murale dell'artista Harry Greb (Dire)

Roma, 28 giugno 2021 - Gli azzurri s'inginocchieranno sul campo di gioco prima dell'inizio del match col Belgio, venerdì sera. La Nazionale di Roberto Mancini aderisce così al gesto di supporto al movimento Black Lives Matter. 

Già Giorgio Chiellini, proprio prima della partita di Londra contro l'Austria, aveva chiarito che gli azzurri avrebbero fatto il gesto di protesta in caso di richiesta da parte di altre squadre: il Belgio lo ha sempre fatto prima delle partite.

Matteo Pessina, che nella sfida contro il Galles s'inginocchiò, ha commentato: "Non ne avevamo parlato, col Galles siamo stati colti un po' alla sprovvista. Ma la linea è quella, la pensiamo tutti uguale".

Secondo Fabio Capello: "Non sono per gli obblighi, ma per le libertà. Ognuno faccia quello che sente, ognuno ha una propria coscienza e una propria idea e nulla può essere imposto. Il giocatore ha una maglia azzurra, rappresenta l'Italia e ha gli occhi addosso ma la libertà di opinione va rispettata". 

Polemico Matteo Salvini: "Boldrini, Saviano, Letta...Ma davvero non riuscite a guardarvi una partita di pallone senza fare polemica o politica? Viva la Libertà, sempre, e forza Azzurri". Il leader della Lega pubblica le parole attribuite a Laura Boldrini: "I gesti simbolici sono importanti per affermare valori. Per questo alcuni di noi decisero, in Parlamento, di inginocchiarsi per il Black Lives Matter. Per questo è giusto farlo anche sui campi di calcio. Tiferò gli azzurri, però dispiace per la loro scelta di non scegliere". 

La deputata del Pd ha poi commentato a sua volta la scelta di inginocchiarsi: "'Inginocchiarsi ha senso quando questa decisione si basa su principi e su valori. Motivo per cui io e altre colleghe e colleghi ci inginocchiamo in Aula in occasione dell'uccisione di George Floyd''.  E ha aggiunto: ''Se c'è una convinzione allora i simboli sono importanti. Senza convinzione, non si capisce il senso. Dare all'altra squadra la facoltà di scegliere cosa fare mi pare una scelta a ribasso. Questo scegliere di non scegliere è un modo di non cogliere l'importanza del gesto. Sarebbe utile, specialmente per i giovani, se la squadra dicesse convintamente 'no' al razzismo. Negli stadi c'è un serio problema di razzismo. Se non si coglie questa occasione, non ci si può meravigliare di quello che accade sugli spalti", ha concluso la Boldrini.