Dzeko con la maglia della Roma
Dzeko con la maglia della Roma

Roma, 16 marzo 2020 - Anche in questo periodo di pausa forzata, Edin Dzeko non smette di pensare alla sua Roma. Nel corso di una lunga intervista, l'attaccante giallorosso ha parlato della sua esperienza nella capitale che lo ha aiutato a riacquistare un ruolo da protagonista nel grande calcio.

Il legame con la Roma è così forte da avergli permesso di conquistare la fascia da capitano, un privilegio che riempie d'orgoglio il bosniaco: "Sono l’unico calciatore rimasto rispetto a 5 anni fa. È un privilegio per me arrivare dopo Totti e De Rossi, che sono le più grandi leggende non solo della Roma ma anche in Italia. È una responsabilità ancora maggiore. Avevo 30 anni quando sono arrivato, l’anno prossimo ne avrò 34. Mi sento pronto". Nelle passate stagioni sono sono mancate le critiche nei suoi confronti, ma Dzeko ha imparato a gestire la pressione nel migliore dei modi: "È il calcio, bisogna abituarcisi. Capisco che a volte tu segni un gol e tutti ti amano. Poi non segni per 3-4 partite e quasi tutti ti odiano. Direi che è naturale. Forse è difficile per alcuni giocatori, specialmente i più giovani. Per loro la pressione è maggiore. Per esempio, sono sicuro al 100% che non è la stessa cosa fischiare me o fischiare giocatori più giovani come Kluivert. È molto più difficile per loro. Li chiamo i miei bimbi, perché, sono 14 anni più vecchio di loro".

E mentre aspetta di riprendere l'avventura in Europa League, l'attaccante della Roma si lascia andare ai ricordi della Champions League: "Barcellona? I miei amici mi chiesero biglietti prima dell’andata. Dopo il 4-1, tutti pensavano fosse finita. Quelli che avevano i biglietti sarebbero venuti all’Olimpico, anche se probabilmente alcuni di loro non volevano più farlo. Liverpool? Gli abbiamo regalato la prima partita, concedere 5 gol fu amaro per noi. Forse è stato per la pressione, non lo so. Iniziammo molto bene. Ma dopo il primo gol cambiò qualcosa, sembrammo quasi non pensare al ritorno, al fatto che avevamo due partite".

Un pensiero anche al futuro dei giallorossi: "È un peccato per un club come la Roma non aver vinto nulla in questi anni. Spero che questo possa cambiare, perché questo club merita di vincere trofei. Qui c’è tutto quello che puoi desiderare. Dobbiamo fare questo ultimo passo: vincere trofei. Ogni trofeo ti dà più fiducia nel fatto di poter raggiungere traguardi più alti".