Calcio e diritti TV (NewPress)
Calcio e diritti TV (NewPress)

Milano, 30 aprile 2018 - I diritti tv della Serie A restano argomento di scontro. Ad aprire il fronte il presidente della Liga, Javier Tebas, che è stato candidato a diventare amministratore delegato della Lega italiana. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, infatti, il dirigente spagnolo interviene sulla querelle Mediapro-Sky. "Se Sky volesse davvero che il calcio italiano crescesse come dovrebbe si sarebbe seduta a un tavolo con Mediapro e la Lega per elaborare una strategia e un progetto comune per il futuro", accusa.

Affermazioni a cui però risponde lo stesso network televisivo. "Javier Tebas merita una risposta, ma soprattutto la meritano i nostri abbonati, che poi sono quelli a cui teniamo di più e per i quali lavoriamo ogni giorno", scrive in una nota. "Sky ha speso per il calcio italiano più di chiunque altro. Negli ultimi 15 anni ha versato nelle casse dei club oltre 7 miliardi di euro e ha anche investito, stagione dopo stagione, per far crescere la bellezza del prodotto. In qualità editoriale, passione, tecnologia, innovazione e spettacolarità dell'immagine. E se il nostro è ancora uno dei campionati più importanti al mondo, lo deve certamente agli investimenti delle proprietà dei club, ma anche agli abbonati che hanno sostenuto il calcio e ai professionisti che lo hanno prodotto, mostrato, promosso e venduto: Sky ha valorizzato il marchio 'serie A' come nessuno, ha esaltato il bello di questo sport", prosegue l'emittente televisiva.

"Curioso che Tebas non tenga conto di tutto questo. Dov'era in questi anni? Perché dice cose così poco precise e poco verificate su Sky e sul calcio italiano, nonostante dichiari di averne studiato il modello? E dato che il modello spagnolo certamente lo conosce, verrebbe da chiedergli come mai oggi i valori della Liga e della Serie A sono vicini per quel che riguarda i diritti domestici. Questo, nonostante ci giochino i due calciatori più forti e popolari nel mondo, Messi e Ronaldo", prosegue la nota.

"Non dice che a Sky e agli altri broadcaster non è stata data finora l’opportunità di concorrere, di fatto, per l’intera posta dei diritti Serie A, come è stato concesso a Mediapro, o nemmeno per un’esclusiva parziale, come accade in tutti i campionati europei, Liga inclusa. E’ curioso anche che Tebas usi le stesse identiche parole proprio di Mediapro, sarà questione di comunanza linguistica, o di comune sentire, dato che i rapporti sono strettissimi e il presidente della Liga tifa per i catalani anche in Italia. Lasci lavorare chi da anni si impegna per il calcio italiano. La federazione, la Lega, le squadre e le televisioni. E non si permetta di accusare Sky di avere posizioni di privilegio: se questa azienda è ancora qui oggi ad investire e ad innovare lo deve solo alle sue capacità ed alla forza di battersi nel settore pay tv più competitivo d’Europa".

"E’ soltanto compito della Lega decidere come vendere i suoi diritti. E noi faremo come sempre la nostra parte, se ci verrà consentito. Da sempre Sky si è attenuta alle regole imposte da legislatore e Autorità, l'azienda fa e farà quanto possibile perché anche gli altri soggetti operino con lo stesso rispetto". E conclude: "Sky, il calcio, lo ama davvero. E siamo orgogliosi di averlo sostenuto anche quando squadre come il Napoli e il Genoa sono andate in serie C, o il Parma in serie D. Lo continueremo a fare nell’interesse dei nostri abbonati, i veri pilastri di quel calcio che vogliamo, ancora, contribuire a far diventare sempre più grande".