Torino, 19 luglio 2019 - "Le parole di Cristiano Ronaldo? In quel momento (la finale di Nations League, ndr) ero sicuro che sarei venuto alla Juventus, ma vedere qualcuno di così grande come Ronaldo che mi ha chiesto di raggiungerlo è stato un grandissimo complimento, anche se non ha fatto la differenza". Matthijs de Ligt, presentato stamani come nuovo giocatore bianconero nella sala stampa dell'Allianz Stadium, spiega così uno dei retroscena più curiosi legati alla trattativa che lo hanno portato a Torino. L'altro è quello relativo alla telefonata con Maurizio Sarri, confermata dal ragazzo olandese. "Abbiamo parlato brevemente, giusto per cominciare a conoscerci. Lui è uno dei motivi per cui volevo venire alla Juventus, perché ho sentito parlare bene di lui, del modo in cui fa giocare le sue squadre, della sua filosofia e di come allena la difesa".

Nonostante la giovane età, de Ligt dà l'impressione di avere già le idee chiarissime. "Dall'esperienza che ho avuto con l'Ajax, giocando tanto in prima squadra, posso dire di avere maturato una certa esperienza pur essendo un calciatore di 19 anni. Voglio però imparare tanto dagli altri, perché rispetto a loro ho appena iniziato, e spero di farlo il più possibile. Perché ho scelto la Juve? L'Italia è famosa per la sua tradizione difensiva e se si parla di calciatori italiani mi vengono in mente i difensori. Poi la dirigenza bianconera mi ha dimostrato di volermi tanto, che crede in me, e sono orgoglioso di far parte della Juve. Ci sono tanti motivi per cui ho scelto questa squadra, ma in primis il feeling che ho sentito".

Felling emerso prepotentemente già in questi suoi primi giorni a Torino. "E' stato un onore vedere i tifosi della Juventus che mi hanno dato il bevenuto, quindi spero di poter restituire tutto questo entusiasmo. Abbiamo giocato qui con l'Ajax e sono rimasto colpito dai tifosi, da come urlavano e tifavano. E' stato eccezionale - continua de Ligt - Sarà una grande sfida per me. Lo stadio e i tifosi sono grandiosi".

L'accoglienza riservatagli testimonia le grandi aspettative che ci sono attorno al neo acquisto bianconero. Eppure il classe '99 non pare spaventato dalla pressione. "Per essere un grande calciatore devi saperla gestire. Per me la cosa più importante è adattarmi a questo ambiente, poi ovviamente voglio lavorare e migliorare, sono questi i miei obiettivi. Idolo? Da piccolo ammiravo Fabio Cannavaro. Ho sempre avuto un buon feeling con la Juve e sono sempre stato un suo fan".