Damiano Tommasi
Damiano Tommasi

Milano, 29 aprile 2020 – Il mondo del calcio non ha ancora trovato un dialogo costruttivo con il ministro allo sport Vincenzo Spadafora, anche in relazione alla ripresa degli allenamenti. Come noto, via libera agli allenamenti individuali dal 4 maggio, non a quelli collettivi. I calciatori si sono sentiti discriminati e ritengono incomprensibile la decisione governativa di consentire l’uso dei parchi e non quello dei centri tecnici. Ma per riprendere il 18 maggio serve anche l’ok al protocollo e ancora non è giunto. Di questo ha parlato il presidente Aic Damiano Tommasi in rappresentanza dei calciatori.

Per il momento il protocollo stilato dalla Figc non ha trovato una validazione del comitato scientifico, anzi probabilmente andrà rivisto in alcune sue parti: “Il protocollo deve essere rivisto e validato, siamo preoccupati – ha affermato Tommasi a Radio 24 – Se non sarà pronto ritengo sia difficile partire il 18. Noi vorremmo capire se c’è la possibilità di allenarsi individualmente su un campo sportivo più grande, si tratta di scelte subordinate a un protocollo e a noi non risulta che ci siano protocolli validati su altri sport individuali”. Ad ogni modo, il via libera agli sport individuali sprona il calcio a farsi sentire: “E’ una catena che deve essere unita – ha proseguito Tommasi – Ci sono anche le responsabilità dei datori di lavoro e noi chiediamo un protocollo in sicurezza. Certo, magari ci sono anche presidenti che non se la sentono di prendersi la responsabilità, soprattutto in zone dove il virus ha colpito più duro”. Resta il fatto che il rischio zero per il calcio non ci sarà mai: “Non sta a noi dire quale può essere il rischio calcolato nel ripartire, ci rimettiamo alla comunità scientifica come tutti”.