Uno spicchio di San Siro
Uno spicchio di San Siro

Milano, 16 aprile 2020 – Il calcio studia un protocollo sanitario assieme ai medici per garantire una ripresa delle attività all’insegna dell’isolamento e della massima sicurezza dopo l'emergenza coronavirus. Ritiri nei rispettivi centri tecnici, pernottamento dove possibile, strutture esterne vicini per chi non è dotato di camere, controlli e screening su calciatori e staff, accesso ridotto ai centri di allenamento e tamponi e test sierologici a tappeto. Serve essere sicuri al 100% della negatività dei calciatori che poi dovrebbero scendere in campo per allenamento e partite. C’è poi un altro aspetto da considerare, ovvero dove giocare.

NO AL NORD – Il presidente federale Gabriele Gravina ha ammesso l’ipotesi di non giocare al nord nelle zone più colpite, quasi come una linea Maginot del calcio. Niente Milano dunque, così come Brescia e Bergamo. Ma appare una linea non troppo convincente, soprattutto per le squadre milanesi. Le varie compagini saranno isolate, si giocherà a porte chiuse e dunque l’assembramento avverrà solo in campo tra giocatori in teoria certamente negativi. Ecco perché non ci sarebbe motivo di evitare zone calde, nella fattispecie San Siro che l’Inter continuerà a considerare lo stadio di casa anche qualora si riprendesse. La società nerazzurra non sarebbe d’accordo sull’ipotesi lanciata da Gravina, con i nerazzurri anche il Milan che vuole giocare al Meazza.

PROBLEMA COSTI – Ad ogni modo, il calcio dovrà comunque valutare l’impatto economico del protocollo di sicurezza che verrà stilato per giocare. E’ vero che riprendere consentirà ai club di incassare l’ultima tranche di diritti televisivi, ma dall’altro lato i costi di gestione saliranno ugualmente. Sanificare gli ambienti, effettuare visite e controlli sui tesserati, tamponi, test sierologici, vita sportiva in isolamento, soprattutto in trasferta, tutti aspetti che porteranno ad aumentare l’esborso dei club. Soprattutto per chi non ha in dote camere per il pernottamento nei rispettivi centri tecnici e dovrà affidarsi ad alberghi in zona. Per quanto riguarda l’Inter alla Pinetina ci sono circa una ventina di camere, ma potrebbero non bastare.