Il presidente dell'Inter Steven Zhang con  Zhang Jindong
Il presidente dell'Inter Steven Zhang con Zhang Jindong

Bologna, 2 aprile 2020 – Giornata importante sul fronte aiuti dalla Cina all’Italia. Sono infatti sbarcate da Pechino le 300mila mascherine ad uso medico donate dall’Inter e dal Gruppo Suning per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19. Il contributo giunto dalla Cina è solo l’ultimo di una serie di aiuti che in queste settimane hanno visto in azione sia il club nerazzurro che la proprietà cinese.

300 MILA MASCHERINE – Sono circa 300mila dunque le mascherine arrivate oggi dalla Cina e consegnate immediatamente al Dipartimento della Protezione Civile, un’opera frutto della sinergia di Suning con Inter che già in passato si era distinta per aiuti concreti alla popolazione italiana e cinese, quella colpita per prima dal coronavirus. Oltre alle mascherine sono arrivati anche altri dispositivi di protezione individuale e prodotti per la disinfezione. La merce è già stata distribuita dalla Protezione Civile ai presidi sanitari della Lombardia e delle altre regioni italiane.

Zhang e l’Inter si erano già mostrati sensibili al tema solidarietà in aiuto alle popolazioni in emergenza, infatti a gennaio vennero donate 300mila mascherine mediche alla città di Wuhan. Non solo, anche il crowdfunding ha avuto un ruolo fondamentale in sostegno alla lotta contro il Covid-19: grazie alla campagna 'Together as a team', sono stati raccolti circa 660 mila euro devoluti al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’ospedale Sacco di Milano, uno dei centri di riferimento per le patologie infettive. Si conferma dunque una mobilitazione del mondo del calcio in questa fase di acuta emergenza, soprattutto nel territorio lombardo maggiormente colpito nelle ultime settimane, partendo da Codogno, passando per Alzano Lombardo e arrivando fino a Bergamo e Brescia.

Anche sul fronte del congelamento degli stipendi i calciatori dell’Inter sono pronti a decurtarsi una parte dei loro emolumenti sulla scia di quanto fatto dalla Juventus, segno del momento di massima crisi anche del calcio italiano e non solo del tessuto economico del paese. In attesa di tempi migliori, la solidarietà è la miglior medicina per combattere il coronavirus.