Marcello Lippi
Marcello Lippi

Milano, 10 aprile 2020 - "Oggi non ci sono le condizioni per giocare a calcio e credo che non ci saranno neppure tra un mese. Ma quando sarà scongiurato questo grande pericolo, credo che il campionato vada finito anche se a porte chiuse". Ha pochi dubbi Marcello Lippi su quale dovrebbe essere la scelta riguardante la conclusione o meno della stagione del campionato italiano e in generale delle varie manifestazione europee. "Non è bello scendere in campo senza pubblico, ma per lo meno vedere le partite in televisione sarà importante - le parole a Sky Sport del commissario tecnico campione del Mondo nel 2006 con l'Italia - Sono contrario alle assegnazioni straordinarie dei titoli o delle retrocessioni, il campionato deve finire sul campo".

Insomma, Lippi chiede un destino diverso per il calcio rispetto a quello che hanno avuto gli altri sport nel Belpaese. "Questa situazione sta diventando lunga, troppo lunga, e si stanno prospettando momenti economici di grandissima difficoltà soprattutto per certe categorie di persone - il pensiero del tecnico viareggino, che ha poi fatto un paragone con la Cina, dove ha allenato prima il Guangzhou Evergrande e poi la Nazionale - Laggiù hanno vinto questa battaglia contro il virus con grande rigore, soprattutto a Wuhan, e ora hanno potuto riaprire l’intera area e riavviare le attività". 

Infine, una battuta da parte di Lippi sul proprio futuro. "Tornare alla guida dell'Italia? Ho già dato due volte e non ho più intenzione di allenare un club. Ma magari quando mi sarò stancato di stare a casa, l’idea di prendere una Nazionale magari un po’ più vicina all’Italia non sarebbe male".