Beppe Marotta
Beppe Marotta

Milano, 29 maggio 2020 – Inter e Milan assieme contro il possibile calendario della ripresa calcistica. Superato lo scoglio dell’epidemia, dei dati e del Comitato Scientifico, ora la partita si gioca in Lega e Federazione sul calendario di Coppa Italia e Serie A a partire dal 13 giugno. La prima idea prevederebbe infatti una ripartenza in chiaro e sulla Rai con la Coppa Italia, semifinali di ritorno il 13 giugno e poi finalissima il 17, a seguire i recuperi della venticinquesima giornata fissati al 20 giugno. Una ipotesi che non piace a Milan e Inter, ma probabilmente nemmeno alla Juve.

Serie A e Coppa Italia, il nuovo calendario

Scaroni e Marotta contrari

Unità di vedute ma strategie diverse tra Milan e Inter. La società rossonera si è fatta sentire con una nota alla Ansa del presidente Paolo Scaroni: “Comprendiamo il valore di poter offrire a tutti gli appassionati partite di qualità dopo mesi di lockdown, ma, sotto il profilo sportivo, troviamo discutibile assegnare un trofeo importante come la Coppa Italia con due partite in tre giorni e con le squadre in campo dopo oltre tre mesi di fermo”, il commento inequivocabile del numero uno del Milan. L’Inter invece non ha preso posizione pubblicamente ma si farà sentire oggi in Assemblea di Lega, anche perché per i nerazzurri il calendario rischia di essere ancora più fitto: semifinale il 13, eventuale finale il 17 poi il recupero Inter-Samp il 20. Sarebbero tre partite in sei giorni e Marotta è fermamente contrario. Senza contare poi che si tratta di partite ad eliminazione diretta e che prevederebbero i supplementari in caso di necessità, anche se su questo fronte si pensa di modificare il regolamento e andare subito ai rigori in caso di parità. Resta però il nodo da risolvere e dovrà essere fatto oggi in Lega Calcio quando ci si ritroverà per i calendari, luogo in cui le due milanesi potrebbero trovare la sponda della Juventus, anche lei non così convinta di assegnare un trofeo dopo mesi di stop forzato. Non solo, perché ci sarebbe addirittura la minaccia da parte dell’Inter, anche se ancora non ci sono dichiarazioni pubbliche, di schierare la Primavera nella gara di ritorno contro il Napoli di Coppa Italia se le indiscrezioni sul calendario venissero confermate. Insomma, battuto lo scoglio del virus ora c’è quello del calendario e, se i club casi erano divisi prima sulla ripartenza, salvo poi votare all’unanimità, lo potrebbero essere ancora di più ora quando la partita è tutta interna alla Lega e non più sul tavolo delle istituzioni.