Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Roma, 17 giugno 2020 - E' servita la lotteria dei rigori per incoronare il Napoli trionfatore della Coppa Italia: 0-0 nei tempi regolamentari e percorso netto dagli 11 metri, mentre la Juventus, con gli errori di Dybala (grande parata di Meret) e Danilo (cannonata alle stelle), deve inchinarsi agli azzurri, proprio come successo nel 2012.

Il primo a presentarsi in mixed zone è proprio il numero 1 partenopeo, grande protagonista nella coda di una partita equilibrata nella quale la banda Gattuso si è fatta comunque preferire soprattutto sotto il profilo delle occasioni create. L'ex Udinese non nasconde l'emozione di aver vinto contro il suo idolo assoluto. "Buffon resta il migliore al mondo e per me è un onore poterlo sfidare. Quanto a noi - continua Meret - abbiamo saputo alternare sofferenza e gioco e abbiamo meritato questo trionfo". Dal successo collettivo a quello personale: c'è aria di rivincita per il classe '97, a lungo relegato in panchina con Ospina promosso invece titolare. "Il mister fa le sue scelte: io le accetto e mi sono fatto trovare pronto quando chiamato in causa. Sono felice di aver contribuito a regalare una bella emozione a un'intera città".

La parola passa poi ad Aurelio De Laurentiis, alla terza vittoria in Coppa Italia nella sua gestione. Il primo elogio è per Gennaro Gattuso, artefice della rinascita del Napoli. "Da quando è arrivato Rino da noi sono cambiate tante cose: questo trofeo era nell'aria perché tutto l'ambiente si è compattato intorno a lui e alla squadra, l'unica che ha saputo tenere testa alla Juventus in questa competizione negli ultimi anni". I complimenti sono per il patron partenopeo ma anche per il rivale Andrea Agnelli, protagonista nella premiazione dei rivali. "Ci eravamo accordati in questo modo a prescindere dal risultato. In generale - conclude ADL - direi che, con tutto il rispetto per i tanti decessi, l'emergenza sanitaria ci ha unito".

Il microfono si sposta poi su un Gattuso visibilmente commosso e non solo per il successo in Coppa Italia. "Ho vissuto una tragedia inaccettabile ma, sotto il profilo calcistico, la vita mi ha dato tanto. E' per questo che faccio questo lavoro con passione e pretendo lo stesso dai miei giocatori". L'appetito vien mangiando: dopo il trionfo nel trofeo nazionale, a Napoli si sognano obiettivi ancora più ambiziosi. "Abbiamo il dovere di provare ad avanzare in Champions League e scalare posizioni in campionato, a maggior ragione sull'onda di quanto ottenuto oggi".