Alessandro Costacurta
Alessandro Costacurta
La Juve punti sugli italiani, Simone Inzaghi si giochi la sua chance di entrare nell’élite europea degli allenatori, il Milan decida se vivacchiare o stabilizzarsi nel gotha. Questa l’analisi della serie A di Alessandro Costacurta. Alessandro, prima domanda è d’obbligo: quanto perde la Juve con l’addio di Ronaldo? "Presto per dirlo. Fabio Capello dice che i numeri dimostrano quanto sia stato importante, ma io vedo anche che chi ha vinto la Champions non aveva stelle da tanti gol ma erano squadre organizzate, come anche l’Italia all’Europeo. Serve tanta qualità, in tutto il campo". Per sostituirlo c’è Kean... e chissà...

La Juve punti sugli italiani, Simone Inzaghi si giochi la sua chance di entrare nell’élite europea degli allenatori, il Milan decida se vivacchiare o stabilizzarsi nel gotha. Questa l’analisi della serie A di Alessandro Costacurta.

Alessandro, prima domanda è d’obbligo: quanto perde la Juve con l’addio di Ronaldo?

"Presto per dirlo. Fabio Capello dice che i numeri dimostrano quanto sia stato importante, ma io vedo anche che chi ha vinto la Champions non aveva stelle da tanti gol ma erano squadre organizzate, come anche l’Italia all’Europeo. Serve tanta qualità, in tutto il campo".

Per sostituirlo c’è Kean... e chissà forse Icardi?

"Moise deve ancora dimostrare di essere da Juve, potenzialmente può fare tanto ma se non si è espresso finora rimango dubbioso. Icardi è più solido, Allegri deve scegliere se vuole un giocatore più portato alla manovra o un realizzatore. Io preferisco Icardi: Kean non arriverà mai dove potrebbe per le qualità che ha, come Balotelli".

Lukaku, Donnarumma, Ronaldo... serie A impoverita?

"No. Arriviamo da un Europeo vinto, non è da sottovalutare questo. C’è interesse sulla A perché siamo campioni. Abbiamo perso delle stelle, ma siamo campioni d’Europa, il mondo ci guarda in maniera diversa".

E l’Inter?

"Di certo ha perso i tre principali attori dello Scudetto, ma ha Inzaghi, un allenatore bravo che ha la chance di poter entrare in un’élite mondiale. Mai come in questi anni gli allenatori stanno diventando importanti, guardi Tuchel l’anno scorso; anche Guardiola, che non vince come meriterebbe ma è garanzia di successo e spettacolo. Allegri non fa ancora parte di questa élite e nemmeno Inzaghi".

Sull’altra sponda di Milano: secondo lei la linea giovani del Milan pagherà?

"E’ il marchio di fabbrica di Gazidis, l’ha portato avanti negli anni precedenti e continua a farlo ora. Ora bisogna chiedersi: vogliamo rimanere nell’élite come l’Arsenal, che gravitava in Champions ma i giocatori andavano via e si vinceva poco, o vogliamo una squadra che possa trionfare di nuovo in Europa e nel mondo?".

Il sorteggio Champions di quest’anno non aiuta...

"Sarei sorpreso se il Milan riuscisse a passare il turno. Ha di fronte tre squadre con esperienza, qualità e partita nelle gambe di un certo spessore. Però nel calcio esistono anche le grandi sorprese...".

Da ex difensore: che giovane consiglierebbe alle big della A per la loro linea difensiva?

"Lovato. Non è ancora maturo e all’altezza per essere titolare, ma ha grandi margini di miglioramento. Come Romero l’anno scorso, quando era arrivato all’Atalanta non era forte come quando è andato via. Merito di Gasperini, sul tirare fuori il meglio dai difensori è bravissimo".

Mou alla Roma e Spalletti al Napoli, chi farà meglio?

"Luciano. Il Napoli è più forte, ma se i giallorossi prendono un centrocampista centrale forte, con quell’attacco e il lavoro di Mourinho, ci sarà da divertirsi".

E la sorpresa della Serie A?

"Dico la Fiorentina, con Torreira e Nico Gonzalez non mi dispiace affatto. Il lavoro di Italiano l’anno scorso mi è piaciuto tantissimo, penso possa davvero essere la sorpresa della Serie A".

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