Federico Chiesa con la maglia della Nazionale (Ansa)
Federico Chiesa con la maglia della Nazionale (Ansa)

Firenze, 6 ottobre 2020 - "L'addio di Federico Chiesa? Ci siamo tolti un peso, si parlava sempre di lui e ci siamo sentiti un veicolo per arrivare ad altre situazioni. Davvero, non si poteva andare avanti". Daniele Pradè si toglie qualche sassolino dalla scarpa nel commentare la partenza del classe '97, reo secondo il direttore sportivo della Fiorentina di non aver nemmeno preso in considerazione l'ipotesi di restare in viola un'altra stagione. Questo nonostante il tentativo della società di convincerlo a prolungare la sua permanenza nel capoluogo toscano. 

"Abbiamo provato a proporre a Chiesa alternative per farlo restare, ma quando vedi un muro totale diventa difficile. Non è stato un problema di soldi, il ragazzo non voleva rimanere - il commento di Pradè - Sotto l’aspetto affettivo, la famiglia Commisso si aspettava qualcosa di più da parte di Federico. Il presidente agisce di pancia, di cuore, ma piano piano l’esperienza lo porterà a capire certe dinamiche. La fascia di capitano contro la Sampdoria? A posteriori dico che è stato un errore".

Dal punto di vista economico, il club gigliato invece non si lamenta per l'operazione che ha portato Chiesa alla Juventus. "E' stato un affare conveniente, perché un amore non corrisposto non può andare avanti. Siamo arrivati all’ultimo per tante piccole cose, dovevamo allungare il contratto, trovare la modalità di pagamento. Se mi aspettavo di ricavare di più? Potevamo farlo uscire solo così, bisogna essere creativi in questo momento - sottolinea il ds viola - C’erano club inglesi, ma il calciatore voleva rimanere in Italia. Con Chiesa abbiamo usato il pugno di ferro l’anno scorso, mentre in questa circostanza abbiamo ottenuto quello che volevamo, alle condizioni di Commisso".