Enrico Castellacci
Enrico Castellacci

Milano, 18 maggio 2020 - "Serie A in campo il 13 giugno? Penso si possa fare, ma solo se finalmente assisteremo a delle decisioni. La data serve anche per prendere una direzione chiara per gli allenamenti”. Parola di Enrico Castellacci, presidente dell’Associazione Medici del Calcio ed ex dottore della Nazionale azzurra, che si è espresso - ai microfoni di Radio Uno durante la trasmissione Radio Anch’io Sport - in merito alla ripartenza della stagione calcistica in Italia. "Si potrà giocare rischiando il meno possibile, ma servono le linee guida delle quali parliamo da mesi e che ancora non ci sono. Devono essere applicabili, finora i protocolli non lo erano e per questa c’è stata una sorta di ribellione dei club”. 

Non solo le società: anche l'associazione presieduta da Castellacci non è convinta da alcuni punti. "Il medico è già responsabile per professione, poi ci sono altri soggetti che hanno responsabilità, giocatori compresi. Dovrebbero firmare un foglio dove dichiarano di attenersi alle linee guida. Abbiamo mandato una lettera al ministro Spadafora e a Gravina da parte dei nostri legali per far chiarezza su questo punto, dal punto di vista giuridico. Il medico sociale non può essere l’unico responsabile, sarebbe illegittimo. C’è stata una forzatura - il pensiero di Castellacci - Le linee guida dovevano essere fatte da tempo, ma con criterio. Inutile farle e poi un club come l’Inter dice no". 

Inter che, come altre società, si è rifiutata di andare in ritiro. "Il problema è chiaro e dobbiamo pensarci bene. Usciamo da un lockdown di due mesi e rimettere in quarantena i giocatori non è facile. Non possiamo costringerli, potrebbe essere di una settimana o dieci giorni, poi i giocatori hanno l’esigenza di restare a casa - sottolinea Castellacci - Dovrebbero poi capire quali siano le loro responsabilità. Il campionato ricomincerà, ma per farlo finire vanno cambiate alcune cose”.