Aurelio De Laurentiis (Ansa)
Aurelio De Laurentiis (Ansa)

Napoli, 8 aprile 2020 - Il mondo del calcio è spiazzato e attonito al cospetto di una situazione senza precedenti figlia dell'emergenza sanitaria in corso. Questa fase di immobilismo in attesa di mosse collettive che difficilmente arriveranno è stata rotta da Aurelio De Laurentiis, che ha messo in cassa integrazione i 30 dipendenti del suo club: una decisione inedita in Serie A.

DUE MESI DI CIG - Termina così in casa Napoli l'esperimento di smart working che sembrava dare i suoi frutti nei giorni scorsi per mettere a freno una crisi che, come prevedibile, sta finendo per ferire maggiormente le fasce più deboli della società. Il discorso si può estendere anche alle altre squadre del massimo campionato, che verosimilmente si accoderanno alla presa di posizione del patron partenopeo, che dovrebbe durare almeno 2 mesi. E poi? Tutto ruota intorno all'effettiva ripresa della normale routine e, in particolare, degli allenamenti: in quel caso per tutti (specialmente per i magazzinieri) il ricorso alla CIG potrebbe essere interroto, dando una boccata d'ossigeno a chi ci rimetterà di più dall'emergenza sanitaria almeno per quanto riguarda il mondo del calcio. Le proporzioni del danno sono ovviamente diverse per i giocatori, che comunque saranno a loro volta toccati da provvedimenti ancora da stabilire. Sia gli azzurri sia i colleghi delle altre compagini attendono decisioni collettive dettate da un accordo sindacale nazionale che ad oggi, nonostante le linee generali tracciate dalla Lega, sembra di difficile raggiungimento. Per il momento in casa Napoli la certezza è che l'ultima mensilità regolarmente pagata è stata quella di febbraio: da marzo in poi la situazione risulta congelata, senza dimenticare i turbolenti precedenti che partono dal 5 novembre, data dell'ammutinamento contro De Laurentiis.

GUERRA DI NERVI - La partita a Castel Volturno è doppia: al taglio degli stipendi dovuto alla sospensione della stagione si sommano le multe che ballano dallo scorso inverno, con oltre 2 milioni che potrebbero volare via dalla tasche degli azzurri che, a loro volta, aspettano senza commettere altri passi falsi. Insomma, una guerra di nervi che mieterà vittime illustri, mentre per il momento a pagare le conseguenze dell'epidemia da COVID-19 sono i dipendenti meno famosi del club, che per almeno 2 mesi rientreranno nel regime della cassa integrazione. Una decisione dolorosa da parte di De Laurentiis, verosimilmente presto imitato da molti altri suoi colleghi in Serie A.