Kalidou Koulibaly (Ansa)
Kalidou Koulibaly (Ansa)

 

Napoli, 1 settembre 2021 - Due soli acquisti ma zero cessioni: il mercato estivo del Napoli appena andato in archivio è uno dei più difficili da commentare proprio per la sua particolarità.

Una macchina perfetta

L'estate azzurra era cominciata con gli addii per fine contratto di Elseid Hysaj e Nikola Maksimovic: due partenze vissute come fisiologiche per due giocatori utili al progetto ma mai realmente determinanti e insostituibili. Certo, ai fini del bilancio e delle casse del club pesano non poco se si pensa che in passato per l'albanese sono state rispedite al mittente offerte molto sostanziose, mentre il serbo nel 2016 costò complessivamente ben 26 milioni. Insomma, quello dello scarso tempismo nel saper vendere per Aurelio De Laurentiis è diventato un bel problema: specialmente se si pensa alla gestione invece perfetta in tal senso ammirata fino a qualche anno fa, quando contestualmente la macchina di plusvalenze chiamata Napoli era un modello da imitare per tante società. Da Edinson Cavani a Gonzalo Higuain, senza dimenticare Ezequiel Lavezzi e i tanti altri giocatori ceduti per cifre molto interessante diventate poi benzina per rinforzare la rosa: un processo lungo e inesorabile che ha condotto i partenopei a un passo dallo scudetto anche grazie alla mano di Maurizio Sarri. Poi, proprio dopo il brusco divorzio dall'attuale allenatore della Lazio, all'ombra del Vesuvio sono arrivati Carlo Ancelotti e un cambio di politica: via la caccia ai talenti da svezzare e poi rivendere al momento più opportuno a beneficio di campagne acquisti extra lusso. Almeno fino a questa immobile sessione di mercato.

Future nubi all'orizzonte?

La buona notizia è che appunto nessun big ha lasciato Napoli: la cattiva è che il suddetto discorso sullo scarso tempismo di alcune cessioni potrebbe riproporsi più avanti, quando arriveranno inesorabilmente altre scadenze di contratti. E di mezzo ci saranno giocatori - con tutto il rispetto - ben più importanti dei vari Hysaj e Maksimovic. Si comincerà tra poco meno di un anno con il caso Lorenzo Insigne, che in realtà già a gennaio teoricamente potrebbe firmare con un'altra squadra. Poi una querelle simile potrebbe iniziare per Kalidou Koulibaly e Fabian Ruiz. Insomma, tutte pedine oggi fondamentali in campo ma poi forse foriere di problemi fuori dal rettango verde. A quel punto, possibilmente prima del 2023, solo De Laurentiis potrà risolvere la situazione con due opzioni sul tavolo: rinnovare o vendere. Due parole diventate un enorme tabù ultimamente all'ombra del Vesuvio.

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