Torino, 13 marzo 2018 - Il futuro di Gigi Buffon resta avvolto nel mistero. O meglio, una certezza c'è. "Quando smetterò? Le motivazioni sono tutto. Finché ho voglia di soffrire, di combattere, andrò avanti", ha raccontato il numero della Juventus, ospite di Oscar Farinetti nella tenuta di Fontanafredda a Serralunga d'Alba. Nessun termine di scadenza, nessuna preclusione verso la maglia azzurra, quel che sarà della sua carriera Buffon lo deciderà da qui in avanti. Presto o tardi il portiere si incontrerà con Andrea Agnelli per discutere ogni opzione e per arrivare a una conclusione che accontenti la Signora ma soprattutto Supergigi.

"Dopo la passione, che mi ha motivato nei primi anni, mi sono posto l'obiettivo della sfida, di combattere per un obiettivo sempre più grande. Dovrò capire - ha continuato Buffon - insieme alla società, a che livello di energie sarò e se potrò continuare oppure no. La cosa che mi fa stare sereno è il fatto che, qualunque sia il mio futuro, mi sento molto tranquillo e gratificato per quello che è stata la mia carriera e per quello che penso di aver dato al Parma, alla Juve, alla Nazionale, al calcio. E di averlo fatto con estrema serietà e altruismo, mettendo davanti il bene del gruppo". E a dimostrazione di questo, il capitano bianconero ha più volte ribadito di non voler diventare un peso né per la Juventus, né tantomeno per l'Italia.

Ma la scelta è solo e soltanto nelle sue mani. Quelle stesse mani con cui continua a parare e a difendere la porta della Signora. Perché nonostante il passare del tempo e l'ascesa di Szczesny, il titolare per Massimiliano Allegri resta lui. Un uomo, prima che un giocatore, ancora fondamentale dentro e fuori dal campo per Madama. E in attesa del vertice con il club, Buffon è pronto a dare il proprio contributo alla causa per arricchire ulteriormente la bacheca di trofei, dove prima di appendere i guantoni al chiodo Gigi si augura di poter inserire anche la Champions. In caso di vittoria europea, allora sì che avrebbe davvero senso per Buffon non mollare, per puntare al Mondiale per club, un'esperienza, oltre che un titolo, che ancora gli manca.