Andy Brehme (foto Bild)
Andy Brehme (foto Bild)

Berlino, 8 aprile 2020 – L’Italia è la sua seconda casa, il paese che gli ha consegnato il titolo di campione del mondo. Era il luglio del 1990 ed Andy Brehme decideva dal dischetto la finale dei campionati del mondo contro l’Argentina, lo stadio era l’Olimpico di Roma e l'avversario Diego Armando Maradona. A distanza di quasi trent’anni, più che di calcio si parla di coronavirus e di come si può dare una mano. L’ex interista, ora 59enne, ha deciso di farlo mettendo all’asta i palloni di quella rassegna e di quell'epoca.

PALLE UFFICIALI AUTOGRAFATE – Sono due i palloni che Brehme ha deciso di mettere all’asta e sopra recano le firme dei campioni di quella Germania governata dal ‘kaiser’ Franz Beckenbauer. Ci sono infatti gli autrografi di Matthaus, Voller, Hassler, Littbbarski e Brehme e stesso. ‘L’Italia è la mia seconda casa – ha affermato Brehme alla Bild – Ho giocato all’Inter per quattro anni, il mio mister Giovanni Trapattoni ha 81 anni e abita a Milano, poi ci sono i miei amici Javier Zanetti e Beppe Bergomi: ho un grande legame con l’Italia. Soffro a vedere questa situazione ed è per questo che voglio dare una mano in qualche modo”. I due palloni sono ufficiali. Il primo è proprio di Italia ’90, un Adidas Etrusco, il secondo è un pallone da allenamento che usava l’Inter e tutti e due sono autografati dai campioni tedeschi. Il ricavato andrà a Bild ‘Un cuore per i bambini’ a beneficio delle vittime italiane del Covid-19.