Sinisa Mihajlovic  e Gennaro Gattuso prima di Napoli-Bologna (Ansa)
Sinisa Mihajlovic e Gennaro Gattuso prima di Napoli-Bologna (Ansa)

Bologna, 15 luglio 2020 - Un gol per tempo (apre Manolas, chiude Barrow) e un pareggio che per finisce per scontentare un po' tutti: il Napoli, che rischia di vedere allontanarsi ulteriormente il quinto posto e il Bologna, non fortunato né con i fuorigioco (due gol annullati per offside millimetrici) né con i legni, visto il palo colpito da Danilo in pieno recupero.

I rimpianti maggiori sono dei rossoblù, che comunque possono coccolarsi bomber Barrow, all'ottavo gol in 14 presenze. Proprio il gambiano si è presentato per primo ai microfoni del dopopartita. "Non abbiamo iniziato bene: nella ripresa il mister ci ha parlato, consigliandoci di pressare alto". L'ex Atalanta svela poi un retroscena sulle sue abilità davanti alla porta. "Di Vaio mi aiuta con i movimenti da fare. Anche Soriano mi ha supportato in particolare durante il match, dicendomi di non mollare". E Barrow non l'ha fatto, sciorinando la solita prestazione di qualità e quantità. "Chiedo il cambio solo se sono stanco, altrimenti resto e do tutto in campo, come prende da noi Mihajlovic".

Il microfono passa proprio al tecnico serbo, che fa innanzitutto mea culpa sul primo tempo scialbo dei suoi. "Ho sbagliato a lasciare Palacio solo in mezzo ai loro centrali: nella ripresa ho schierato il 3-4-1-2 e siamo stati più pericolosi". Se la difesa continua a subire gol, facendo segnare un triste primato nella storia della Serie A, l'attacco vola nel segno di Barrow. "L'abbiamo preso per farlo diventare una prima punta - confessa Mihajlovic - ma purtroppo quest'anno c'è stato poco tempo per lavorarci su". Dalla gioventù del gambiano all'esperienza di Palacio, una mosca bianca a livello anagrafico in un Bologna giovane. "Io non guardo l'età dei giocatori: puoi avere 38 anni o 18 anni ma se sei più meritevole degli altri con me scendi in campo".

Accanto a Mihajlovic c'è il suo amico e oggi avversario Gattuso, che con molta sportività ammette la superiorità dei rossoblù. "Hanno giocato meglio di noi specialmente nella ripresa: ci è andata bene a livello di risultato. Oggi sembravamo il Napoli di qualche mese fa e non do attenuanti alla squadra sulla mancanza di stimoli: ricordo solo che tra poche settimane c'è il Barcellona". Il monito del tecnico azzurro sembra rivolto principalmente a chi oggi ha deluso. "Non giudico la prova dei singoli come Milik e Lozano: globalmente mi è piaciuto il primo tempo ma non la ripresa, quando siamo stati schiacciati dal Bologna, che somiglia proprio al suo allenatore".