Orsolini (ANSA)
Orsolini (ANSA)

Bologna, 1 febbraio 2020 – Il Bologna continua la sua scalata in classifica cogliendo il secondo successo consecutivo. Al Dall’Ara infatti i rossoblu hanno piegato 2-1 il Brescia nel primo anticipo del ventiduesimo turno di Serie A. A lanciare in orbita i rossoblù ci hanno pensato le reti di Orsolini al 43° e soprattutto di Bani all’89° che hanno ribaltato l’iniziale vantaggio di Torregrossa su rigore al 36° confermando la pericolosità del Bologna in “zona Cesarini” (sono ben nove le reti stagionali siglate dai felsinei nell’ultimo quarto d’ora). Un successo comunque ampiamente legittimato dall’ottima qualità di gioco prodotta dagli uomini di Mihajlovic che dietro non hanno praticamente mai corso rischi e davanti si sono invece resi a più riprese pericolosi con una notevole mole di palle gol prodotte soprattutto nella prima metà di gara.

Mihajlovic, in panchina nonostante le previsioni della vigilia, si affida al consueto 4-2-3-1 recuperando dopo la squalifica scontata Bani in difesa e Soriano che assieme ad Orsolini e Sansone si accomoda dietro a Palacio, preferito a Musa Barrow nonostante il gol a Ferrara. Tutto confermato invece per il Brescia di Corini che punta forte sul 4-3-1-2 e sulla stessa formazione che una settimana fa è stata sconfitta dal Milan nonostante una prestazione gagliarda. L’abbrivio è decisamente di marca rossoblu: dopo appena 1’, infatti, Denswil pesca con un lancio lungo e profondo Orsolini che entra in area e tenta la conclusione che però viene murata dalla difesa bresciana. Passano altri due minuti e anche Schouten dopo aver recuperato palla si rende pericoloso con un tiro dal limite che costringe Chancellor alla deviazione di coscia in angolo. Al 5° arriva invece un episodio che scatena le proteste rossoblù: Soriano chiede infatti a gran voce il rigore per una trattenuta di Bisoli ma Doveri concede soltanto il corner. La manovra resta stabilmente impostata dai piedi dei giocatori del Bologna che fanno girare il pallone con fluidità per cercare situazioni di superiorità numerica. Al 12° arriva però un primo imprevisto con cui Mihajlovic deve fare i conti: per un problema muscolare alla coscia Sansone è infatti costretto a lasciare posto a Barrow. Il Brescia prova ad approfittare di questo cambio d’assetto rossoblù affidandosi alle intuizioni di Tonali che però non creano reali pericoli alla difesa del Bologna che aspetta sornione e al 21° prova a colpire nuovamente con il neoentrato Barrow il quale non trova la porta per un soffio con un potente destro a giro da fuori area. Il gambiano diventa subito una spina nel fianco dei biancoblu con il suo gioco a tutto campo che al 25° lo porta di nuovo alla conclusione, questa volta bloccata senza particolari problemi da Joronen. Le opportunità fioccano per i padroni di casa che intensificano gli sforzi e vanno ancora ad un passo dal vantaggio prima con Palacio, che al 28° su imbeccata di capitan Poli non riesce a dribblare per un soffio il portiere del Brescia, e poi con Orsolini che con un tiro insidiosissimo di sinistro non inquadra la porta avversaria per pochi centimetri. Errori che costano carissimi ai rossoblu: al 34°, a seguito di una ripartenza bresciana, M’Baye, che viene anche ammonito, stende in area di rigore Dessena e regala un penalty agli ospiti. Sul dischetto al 36° va Torregrossa che spiazza nettamente Skorupski siglando lo 0-1 che è una vera e propria doccia fredda per il Bologna, fino a quel momento dominatore della gara sul piano del gioco e delle palle gol prodotte. Ci mettono comunque poco a reagire gli uomini di Mihajlovic: al 43° infatti M’Baye si fa perdonare servendo con un cross basso Orsolini che d’istinto si gira e realizza l’1-1 trafiggendo Joronen. Le emozioni non sono però finite perché, nel primo dei quattro minuti di recupero concessi da Doveri, Palacio – al culmine di una combinazione tra Orsolini e Poli – sbaglia a pochi passi dalla porta bresciana un gol per certi versi clamoroso.

In avvio di ripresa i ritmi si abbassano e il Brescia prova ad uscire con coraggio dal guscio ma non riesce a rendersi concretamente pericoloso, a differenza del Bologna che al 55°, approfittando di un’incertezza di Mateju, prova la conclusione a rete prima con Orsolini e poi con Poli, murato da Cistana. I rossoblù riprendono vigore e si riaffacciano dalle parti di Joronen con maggiore insistenza e al 59° non vanno troppo lontani dal raddoppio grazie a Barrow che raccoglie una doppia spizzata di testa di Palacio e M’Baye e di piede impegna seriamente l’estremo difensore del Brescia che al 63°, a sua volta, recrimina per un contatto ginocchio contro ginocchio tra Denswil e Torregrossa che non viene però ravvisato da Doveri e dal VAR. Al 66° è invece il Bologna a recriminare per un tocco di mano di Torregrossa già ammonito. Anche in questo caso però Doveri non opta per la decisione più drastica e concede solo la punizione. Il Bologna non si lascia influenzare dalla decisione e al 69° va nuovamente vicino alla rete del 2-1 con un colpo di testa di Soriano su cross di Poli, che si spegne tra le braccia di Joronen. Mihajlovic e Corini decidono allora di mischiare le carte inserendo rispettivamente Skov Olsen per Orsolini, Ndoj al posto di Romulo e Donnarumma per Ayé. Il danese in forza ai rossoblu non impiega molto ad entrare in partita: i suoi continui movimenti sulla destra lo portano infatti al 78° a sfiorare il gol con un sinistro scagliato sopra la traversa bresciana da ottima posizione. Il Bologna comincia a credere nel colpaccio e Mihajlovic decide quindi di rischiare il tutto per tutto gettando nella mischia anche Santander al posto di M’Baye. L’attaccante paraguaiano si mette ben presto in mostra perché all’86° sugli sviluppi di un’azione insistita dei rossoblu crea grossi grattacapi alla difesa bresciana con un diagonale che si spegne sul fondo. Il gol felsineo resta in ogni caso nell’aria e arriva all’89° per opera di Bani che come all’andata giustizia Joronen in spaccata sfruttando anche un paio di interventi errati della difesa lombarda (valutata ininfluente la posizione di Denswil, in leggero fuorigioco) e siglando la sua sesta rete stagionale. Un gol che vale oro perché nel recupero il Bologna riesce a difendere i tre punti con le unghie con i denti.