Roberto Donadoni
Roberto Donadoni

Bologna, 2 ottobre 2017 – La sosta agevola o complica il percorso del Bologna? Dipende dai punti di vista. Sicuramente, spezzare il ritmo dopo tre risultati utili consecutivi può rappresentare un problema, il momento magico del Bologna verrà interrotto e riattaccare la spina dopo le nazionali diventa complicato per tutti. Per Donadoni e compagnia, sarebbe stato meglio battere il ferro fino a che è caldo, sfruttando il momento positivo della squadra e un entusiasmo ricreato nell’ambiente rossoblù, con un tifo di nuovo coinvolto passionalmente in alta percentuale nelle sorti della squadra. Dalle critiche post Cittadella agli undici punti in classifica sembra passato un millennio, in realtà trattasi di un mese e mezzo. Il mondo è cambiato per merito delle prestazioni e dei risultati, una fame che non si vedeva da tempo e che ha permesso al Bologna di fermare l’Inter – unica a riuscirci in Serie A – e di vincere due partite in trasferta all’interno di un avvio di calendario considerato ai più molto difficile. Il compito di Donadoni ora è quello di mantenere viva l’attenzione nella rosa, anche se gli otto nazionali convocati non permetteranno un lavoro a ranghi compatti. Come sempre, la prima settimana di lavoro sarà interlocutoria, attendendo il rientro dei nazionali per preparare con dovizia di particolari l’insidiosa sfida alla Spal.

RIENTRANO GLI INFORTUNATI – Si può invece vedere il risvolto positivo della medaglia. La sosta consentirà a Donadoni di recuperare qualche lungodegente e qualche acciaccato. Potrebbe per esempio rientrare in gruppo Cesar Falletti dopo il brutto infortunio al ginocchio contro l’Hoffenheim ad agosto, oppure Cheick Keita arrivato in non perfette condizioni fisiche dal Birmingham. Oltre al recupero dai rispettivi infortuni, i due dovranno anche ritrovare brillantezza e condizione, ma tra qualche settimana potrebbero rappresentare una alternativa in più per Donadoni. Più pronti per l’immediato invece Ladislav Krejci e Federico Di Francesco. Il primo rientrerà in gruppo dopo l’operazione per la frattura del seno mascellare, il secondo avrà invece smaltito i suoi problemini muscolari. Entrambi potrebbero consentire a Donadoni di tornare in pianta stabile al 4-3-3 oppure di utilizzare di nuovo il 4-2-3-1 visto in questa stagione con il Napoli. Il Bologna attualmente ha carenza di esterni con il solo Okwonkwo come alternativa a Verdi sulla fascia, e il ritorno di due giocatori con quelle caratteristiche amplierà il ventaglio di scelte a disposizione del mister. Sosta benedetta o sosta spezza ritmo?