Di Lorenzo in azione contro il Barcellona (Ansa)
Di Lorenzo in azione contro il Barcellona (Ansa)

Napoli, 9 marzo 2020 - Se il futuro della Serie A è appeso a un filo, la Champions League dovrebbe proseguire nonostante l'epidemia del Coronavirus. Tuttavia, anche la competizione continentale più rappresentativa pagherà il suo dazio disputando varie partite a porte chiuse, rischio che adesso corre anche il ritorno tra Napoli e Barcellona.

L'indiscrezione arriva direttamente dalla Spagna, dove fino a qualche ora fa si respirava invece ottimismo al riguardo. Le ultime notizie hanno un sapore nettamente diverso: il match in programma mercoledì 18 marzo potrà essere giocato senza pubblico. Sotto il profilo prettamente sportivo, la variante ovviamente gioverebbe alla squadra ospite, ovvero quella partenopea, ma la preoccupazione per la salute della popolazione globale annulla qualsiasi pensiero meramente legato alla palla che rotola. L'ansia tocca in prima persona proprio la formazione allenata da Gennaro Gattuso che, in caso di regolare disputa del campionato, nel prossimo turno dovrebbe recarsi a Verona per sfidare l'Hellas: il tutto, in una città non lontana dalle cosiddette "zone rosse". Le riserve palesate dai calciatori sarebbero dettate dalla paura di trattenersi anche solo per una notte in un'area letteralmente flagellata dal Coronavirus. Da qui l'idea del club di recarsi in Veneto solo al mattino del giorno della gara per poi rincasare a tarda notte. Ammesso che davvero il match abbia luogo: le ultime indiscrezioni, in attesa del summit decisivo di domani, propendono verso una sospensione che comunque non riguarderebbe la Champions League e quindi la sfida contro il Barcellona.

Dilemma Coppa Italia



Anche per questo il Napoli è tornato al lavoro oggi dopo il weekend libero concesso da Gattuso che, come tutti gli allenatori italiani, sta faticando a tenere i suoi ragazzi sul pezzo nonostante le voci che con sempre maggiore insistenza spingono verso il sipario calato a breve sul campionato, con tutto lo strascico che ne conseguirebbe. Non solo: gli azzurri restano in attesa di conoscere il destino della Coppa Italia, altro torneo in cui erano decisamente in rampa di lancio. Naturalmente, con un'emergenza sanitaria così grave in corso tutti i pensieri legati allo sport passano in secondo piano, nonostante una fetta di Paese che confida nel mondo del pallone per simulare una normalità ormai solo apparente anche all'estero, come testimonia il crescente panico in Spagna che potrebbe condurre alla chiusura della casa del Barcellona.