Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 12 marzo 2020 - Allenarsi in vista di una partita che molto probabilmente non avrà luogo e farlo tra l'altro assumendosi i rischi sanitari del caso: mentre tutto il calcio si sta gradualmente (e forse tardivamente) fermando, il Napoli continua a lavorare per il match di ritorno contro il Barcellona, che comunque appare sempre più vicino al rinvio.

L'ANARCHIA - La mancanza di notizie ufficiali impedisce a Gennaro Gattuso di ordinare il "rompete le righe" come fatto da molti club di Serie A, che non si alleneranno almeno fino alla prossima settimana. Tuttavia, i casi di giocatori positivi al Coronavirus verosimilmente non faranno altro che allungare i tempi di una stagione sempre più in bilico, specialmente finché non arriva una presa di posizione univoca da tutti gli organi al governo del mondo del pallone. La UEFA, in particolare, nonostante il dilagare dell'epidemia ormai in tutto il vecchio continente, continua a non dettare legge, nuocendo a squadre come Napoli e Barcellona che rischiano di sapere del probabile rinvio solo a poche ore dalla partita-fantasma: un'incertezza che rivaluta di molto il decisionismo visto in Italia, seppure con qualche balbettio comunque comprensibile in una situazione imprevedibile. Eppure, il tira e molla tra il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora e la Lega Calcio nulla a che vedere con l'immobilismo che sta pervadendo la UEFA, con le società costrette ad attendere una presa di posizione da parte di Aleksander Ceferin che fatica ad arrivare, costringendo i club a puntare i piedi per assicurarsi qualche misura di sicurezza in più. Dall'Inter che ritira la propria squadra Primavera dalla Youth League alla Roma che vede rinviato il match contro il Siviglia per espressa volontà del Governo spagnolo, che potrebbe intromettersi (a fin di bene) anche in occasione di Barcellona-Napoli.

CASTEL VOLTURNO BLINDATA - In attesa del probabile ma non certo slittamento, Gattuso tiene i suoi ragazzi sul pezzo senza dimenticare le precauzioni del caso: mascherine quando possibile, turni nelle docce e in palestra e filo diretto continuo tra giocatori e medici sono solo alcuni degli accorgimenti adottati in una Castel Volturno più blindata del solito. Inoltre, gli azzurri sono tenuti a rispettare normative severe anche fuori dall'orario di lavoro, con la permanenza a casa il più a lungo possibile come regola principale. Il tutto, in attesa delle decisioni della UEFA per una partita sempre più fantasma.