Arthur, registra brasiliano della Juventus (Ansa)
Arthur, registra brasiliano della Juventus (Ansa)

Torino, 12 dicembre 2020 - La nettissima vittoria a Barcellona resterà impressa per sempre nella testa e nel cuore di chi ha scritto una pagina indelebile nella storia della Juventus, diventata la prima italiana a rifilare tre gol ai blaugrana in casa loro. Ma fra tutti, l'emozione più grande non può averla che provata Arthur, alla prima da ex al Camp Nou. Il brasiliano, arrivato a Torino nell'ambito dello scambio con Miralem Pjanic, è stato grande protagonista in quello stadio dove si è fatto conoscere e apprezzare dal grande calcio. E qualcuno nell'ambiente del Barcellona, vedendolo giocare, l'avrà rimpianto, specie se paragonato a chi ne ha preso il posto in mezzo al campo. 

L'addio al Barca

Ma per il numero 8 bianconero nessun senso di rivincita, anche se qualche sassolino dalla scarpa se lo è voluto togliere nel parlare del suo addio burrascoso. "Si è fatto più rumore di quanto avrei desiderato. Volevo fare le cose per bene - dice il classe '96 ai microfoni di Marca - Il Barcellona mi aveva dato tanto: è stato il club che mi ha aperto le porte dell’Europa, un sogno che avevo sin da bambino. Si sono comportati male? È difficile dirlo. Ho la mia versione, la mia storia e mi sarebbe piaciuto che qualcosa andasse diversamente. Ora però mi trovo in una grande società e ho a che fare con persone estremamente serie". 

L'importanza di Pirlo

Le parole al miele per la Juventus si sprecano. "Qui hanno accolto molto bene e sono contento. Ho conosciuto calciatori con cui avevo giocato solo alla PlayStation e ora li ho davanti: Cristiano, Buffon, Bonucci o Chiellini, sono tutti leggende. All’inizio ho sofferto un po’, perché il modo di giocare è diverso - sottolinea Arthur - Ho avuto la fortuna di cominciare a lavorare con un allenatore che ha giocato nella mia stessa posizione. Mi aiuta e mi dice cosa fare e cosa non fare. Ha molta esperienza, quindi non ho altra scelta che abbassare la testa e ascoltarlo. Spiega molto bene quello che vuole e legge molto bene l’avversario". 

"Cristiano mi ha sorpreso"

A proposito: dopo averlo affrontato da avversario nel Clasico, Arthur si è ritrovato in squadra Cristiano Ronaldo. "Mi ha sorpreso il modo in cui lavora. Lo sapevo già perché la gente ne parla, il mondo del calcio è piccolo e te lo raccontano. Ti dicono cosa fa, ma quando lo vivi è impressionante. Ci sono giorni in cui torniamo alle 2 del mattino perché abbiamo giocato tardi e lui pensa all’allenamento. Cristiano è un grande, da quando sono arrivato mi ha aiutato molto perché parliamo la stessa lingue. Anche nel cibo mi dice anche cosa mangiare. Si prende cura degli altri, cerca sempre di aiutare e contribuire con qualcosa.

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